Economia

Salvini torna all’attacco delle banche: «Per Unicredit e Intesa 20 miliardi di utili, chiederemo contributo per il Piano Casa»

Salvini torna all’attacco delle banche: «Per Unicredit e Intesa 20 miliardi di utili, chiederemo contributo per il Piano Casa»

Matteo Salvini torna a bussare alla porta delle banche. E questa volta indica già come spendere i soldi. Intervenendo a Milano a un incontro dedicato al Piano Casa, il vicepremier e leader della Lega ha riaperto un dossier che sembrava archiviato dopo le polemiche sulla tassa sugli extraprofitti dell’anno scorso. «Le prime due banche italiane chiuderanno quest'anno con 20 miliardi di utile», ha detto riferendosi a UniCredit e Intesa Sanpaolo. Da qui la richiesta di «un contributo alla crescita economica del Paese» da parte degli istituti che stanno registrando «guadagni e profitti senza precedenti». Un contributo che, nelle intenzioni del leader leghista, potrebbe essere destinato proprio al Piano Casa. «Una parte di quei profitti», ha precisato, «non tutto».

«Sono convinto che il governo e la Lega su questo saranno intransigenti», ha proseguito Salvini, che ha anche insistito su un altro argomento: una parte dell'attività creditizia beneficia delle garanzie pubbliche, dunque «se va tutto bene ci guadagno, se va tutto male lo Stato mi rimborsa. Sono bravo anch'io a fare impresa così», ha chiosato.

Che le banche italiane stiano attraversando una stagione particolarmente favorevole non è in discussione. I risultati del primo trimestre raccontano un settore che continua a macinare utili a ritmi sostenuti anche dopo l'inizio della discesa dei tassi d'interesse.

UniCredit ha chiuso i primi tre mesi del 2026 con un utile netto di 3,217 miliardi di euro, in crescita del 16,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Intesa Sanpaolo ha registrato un risultato di 2,761 miliardi, in aumento del 5,6%. Insieme, i due maggiori gruppi bancari del Paese hanno prodotto quasi 6 miliardi di euro di utili in un solo trimestre.

Allargando lo sguardo alle prime cinque banche italiane, il risultato netto complessivo è arrivato a 7,28 miliardi di euro, il 7,8% in più rispetto all'anno precedente. Dunque, i quasi 6 miliardi di utile realizzati nel solo primo trimestre da UniCredit e Intesa aiutano a comprendere da dove nasca la stima dei 20 miliardi citata da Salvini per l'intero esercizio.

Più complesso è stabilire quanto di questi risultati possa essere attribuito alle garanzie pubbliche richiamate dal leader della Lega.

I bilanci mostrano infatti che la principale fonte degli utili record degli ultimi anni è stata l'espansione del margine d'interesse favorita dalla lunga stagione dei rialzi dei tassi decisa dalla Banca centrale europea. Nel primo trimestre UniCredit e Intesa hanno registrato interessi netti rispettivamente per 3,58 e 3,63 miliardi di euro, ai quali si aggiungono commissioni per oltre 2 miliardi ciascuna.

Le garanzie statali continuano certamente a svolgere un ruolo importante nel sostegno al credito, soprattutto per le piccole e medie imprese, ma rappresentano soltanto una componente di un modello di business che negli ultimi anni ha beneficiato soprattutto del nuovo scenario monetario e di una profonda ristrutturazione del settore.

C'è poi un altro dato che merita attenzione. Mentre la politica torna a interrogarsi sulla redistribuzione dei profitti bancari, i numeri mostrano che il credito non si è fermato.

Alla fine di marzo i finanziamenti alla clientela delle prime cinque banche italiane ammontavano complessivamente a 1.253 miliardi di euro, contro i 1.230 miliardi di un anno prima. L'incremento è stato di oltre 23 miliardi, pari all'1,9%.

Una crescita che molti giudicano ancora insufficiente per sostenere famiglie e imprese in una fase economica tutt'altro che semplice, ma che rende meno immediata la critica secondo cui gli istituti starebbero accumulando utili senza alimentare l'economia reale.

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