Economia

Pirelli e il report di Grizzly sulla Russia, il gruppo respinge le accuse e annuncia azioni legali

Pirelli e il report di Grizzly sulla Russia, il gruppo respinge le accuse e annuncia azioni legali

La finanza speculativa mette Pirelli nel mirino: un report firmato da Grizzly Research, hedge fund con sede a New York, ha annunciato una posizione ribassista sul titolo citando presunti legami del gruppo della Bicocca con la Russia. Nel documento, la società sostiene l’esistenza di una «dipendenza nascosta» del gruppo italiano dal mercato russo e richiama legami industriali locali. In particolare, viene evidenziata la presenza di impianti Pirelli in Russia, con ipotesi relative a possibili connessioni con soggetti legati all’industria militare.

Grizzly Research ipotizza che una quota degli utili del gruppo possa derivare dal mercato russo, citando documenti interni e stimando un’incidenza fino a circa il 10% dell’utile netto. Nel report viene anche sottolineato come la crescita del business locale potrebbe essere stata influenzata dalla domanda generata dal conflitto in Ucraina. Grizzly Research è una società attiva nella ricerca finanziaria con approccio «activist» e orientamento ribassista, che pubblica analisi su società quotate dopo aver assunto posizioni short. Le sue pubblicazioni hanno in passato generato forti movimenti sui mercati con annesse contestazioni da parte delle società coinvolte.

Pirelli ha respinto le ricostruzioni contenute nel report, definendole non corrispondenti al vero. Il gruppo ha ribadito di non produrre pneumatici destinati a finalità militari, sottolineando che tale circostanza è già stata comunicata alle autorità competenti italiane. La società ha inoltre ricordato di aver sospeso gli investimenti in Russia a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina, mantenendo nel Paese attività limitate alla gestione operativa essenziale, anche a tutela dei dipendenti locali. 
Inoltre, a tutela degli azionisti e della reputazione aziendale, Pirelli ha comunicato di aver conferito mandato allo studio legale Gatti Pavesi Bianchi Ludovici per valutare e intraprendere azioni legali nei confronti dei soggetti che hanno diffuso le informazioni ritenute false.

Secondo dati aziendali, la Russia rappresenterebbe circa il 3% dei ricavi complessivi del gruppo. Le attività locali, concentrate negli stabilimenti di Kirov e Voronezh, sarebbero destinate al mercato interno. L’incidenza sull’utile prima delle imposte risulterebbe leggermente superiore per effetto delle royalty legate all’utilizzo del marchio, con una stima intorno al 5%. Prima del conflitto in Ucraina, l’esposizione del gruppo al mercato russo era più elevata, vicina al 9%, anche per il ruolo degli impianti locali come hub produttivi per l’export, successivamente riallocato verso altri Paesi. Il gruppo sottolinea inoltre la conformità del proprio operato alla normativa europea, che vieta l’importazione nell’Unione Europea di prodotti realizzati in Russia e l’export di materie prime verso il Paese.

Il titolo Pirelli ha registrato un forte calo nelle contrattazioni pre-apertura, arrivando a perdere fino al 13,4%, per poi ridurre significativamente le perdite in avvio di seduta. Nel pomeriggio l’azione segnava una flessione contenuta dello 0,3% a 6,12 euro, in linea con l’andamento dell’indice Ftse Mib. Il movimento si inserisce in un contesto di recente solidità dei risultati del gruppo, che nelle ultime trimestrali ha riportato utili superiori alle attese e una revisione al rialzo della guidance sulle vendite 2026. Secondo il consensus degli analisti, 12 su 15 raccomandano l’acquisto del titolo, con un target price medio intorno ai 7 euro, pari a un potenziale di rialzo nell’ordine del 15%.

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