Ricordandosi improvvisamente di essere a capo di uno dei sei Stati che nel 1957, a Roma, firmò i trattati che diedero vita alla Cee, embrione di quell’Unione europea che promuove la libertà di movimento di persone, merci e capitali all’interno dei propri confini, il cancelliere tedesco Friedrich Merz nei giorni scorsi ha ricondotto le polemiche tedesche sulla acquisizione di Commerzbank da parte dell’italiana Unicredit a toni più politici: «Non stiamo impedendo questa fusione o questa acquisizione, né abbiamo mai tentato di farlo – ha detto Merz -. Quello che abbiamo sempre sostenuto è che le modalità con cui Commerzbank è stata presa di mira non incontrano la nostra approvazione». Merz sottolinea i metodi ruvidi di Unicredit, l’atteggiamento aggressivo, ma poi riconosce che l’Unione europea vive e si fa promotrice di una economia di mercato. Amen.
L’avanzata di Unicredit su Commerzbank è al 47 per cento del capitale, salirà al 49 per cento quando la banca tedesca ritirerà dal mercato la quota di azioni proprie, cosa che si è impegnata a fare. Ma è chiaro che tutto assume un passo lento, servirà del tempo. Oggi, conclusa l’offerta, è il tempo delle autorizzazioni, che in Germania vengono rilasciate ex post e già l’intera operazione si proietta a fine anno. Così Orcel guarda all’Italia e a quel che resta di prendibile. Deve fare i conti oltreché con Intesa anche con Unipol-Bper, il polo destinato a diventare, entro il 2027, il secondo player sul mercato domestico. Il ruolo di Unipol è centrale. La compagnia riunirà i propri soci giovedì della prossima settimana, 30 luglio, in una assemblea straordinaria chiamata ad approvare un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro finalizzato al sostegno dell’operazione Intesa-Mps-Unipol-Bper. Operazione che di solito il mercato guarda con estrema attenzione. Bene, nonostante la necessità di mettere mano al portafoglio, il titolo Unipol in Borsa ha continuato a crescere, segno di una visione positiva, da parte degli operatori, del ruolo giocato dal gruppo. In particolare, il titolo ha guadagnato il 61 per cento in un anno, quasi il 20 per cento in tre mesi e, dall’annuncio dell’operazione, è passato dai 20,89 euro del 5 giugno ai 26,04 euro di venerdì scorso.
23 luglio 2026, 15:03 - Aggiornata il 23 luglio 2026 , 15:03