Economia

Unicredit, semestre record con 6,3 miliardi di utile, sale l’acconto di dividendo a novembre

Unicredit, semestre record con 6,3 miliardi di utile, sale l’acconto di dividendo a novembre

Con il 22esimo trimestre in crescita, Unicredit archivia il miglior semestre della sua storia e porta a casa 6,3 miliardi di utile netto, in rialzo del 3%, o del 24% aggiustato se si esclude un -245 milioni di euro nel secondo trimestre dovuti a una posta straordinaria nella linea dei proventi da negoziazione principalmente imputabile ai costi di copertura e finanziamento connessi all'aumento della posizione in Commerzbank e alla relativa protezione. Nel secondo trimestre l’utile è di 2,9 miliardi e batte le stime degli analisti che indicavano 2,83 miliardi di euro. Numeri che proiettano l’utile netto del gruppo a fine anno oltre gli 11 miliardi, stimati a 13 miliardi per il 2028 mentre nel 2030, a fine piano, diventeranno ben oltre i 15 miliardi, in entrambi i casi senza considerare l’integrazione di Commerzbank. Il risultato del semestre porta Unicredit a migliorare l’acconto di dividendo di novembre che, rispetto ai 2,1 miliardi dell’anno scorso, sale a 2,8 miliardi (il pagamento sarà il 25 novembre).

«Questa performance riflette l’esecuzione disciplinata della nostra strategia in tutti i mercati in cui operiamo. Stiamo facendo crescere il business rendendolo al contempo più snello, più rapido e più efficiente, investendo nelle nostre persone, nella tecnologia e nell’intelligenza artificiale per rafforzare il nostro vantaggio competitivo e offrire una migliore esperienza ai nostri clienti - commenta l’amministratore delegato Andrea Orcel -. Sono particolarmente orgoglioso, in tutti i paesi in cui operiamo, delle nostre persone, che danno prova della nostra strategia vincente e della nostra cultura comune».  Il consiglio di amministrazione della banca, dopo aver approvato i conti dei primi sei mesi dell’anno, ha indetto per il 21 settembre un’assemblea straordinaria per discutere le modifiche statutarie che consentiranno la presentazione di una lista del cda.

Tornando ai risultati, l’istituto di Piazza Gae Aulenti ha visto nel semestre i ricavi salire del 3,6% anno su anno a 12,2 miliardi, trainati dal boom di commissioni e della gestione assicurativa, schizzati in su dell’11% a 5 miliardi e andando così a pesare per il 38% dei proventi. La crescita è stata a doppia cifra per tutti i compensi - su investimenti, su prodotti assicurativi, su attività di finanziamento, su prodotti di copertura - tranne che per i conti correnti.

Il margine di interesse invece riflette l’andamento dei tassi Bce ed è lievemente calato dello 0,8% a 7,2 miliardi, anche se la performance dei prestiti e dei depositi ha visto un rialzo dell’8%.
I ricavi da negoziazione hanno invece conosciuto una riduzione del 55% a 229 milioni su cui ha pesato una posta straordinaria negativa di 245 milioni nel secondo trimestre causata dalle coperture attivate sui derivati in Commerzbank, costruiti durante il lancio dell’Ops sulla banca tedesca e che ha portato Unicredit ai primi di luglio a detenere il 47,59% del capitale dell’istituto di Francoforte sul Meno. «Commerzbank sta evolvendo da un redditizio investimento finanziario in una transazione strategica di significativa creazione di valore industriale attraverso l'implementazione della nostra comprovata strategia». 
Sotto controllo i costi operativi a 4,6 miliardi (-1%). Da segnalare poi i 709 milioni di dividendi dovuti a partecipazioni strategiche e più che raddoppiati (+73%) rispetto al trimestre del 2025. L’indicatore di solidità patrimoniale (Cet1 Ratio) nel secondo trimestre si è attestato al 14,3% (+0,1%), ma atteso al 15% a fine anno anche se il consolidamento di Commerz è stimato in -200 punti base portando il Cet1 Ratio al 13%.

23 lug 2026 | 09:51

Potresti esserti perso