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Guardiola dice no: non sarà Pep il nuovo commissario tecnico della Nazionale

Guardiola dice no: non sarà Pep il nuovo commissario tecnico della Nazionale

Pep è stato bello immaginarti sulla panchina della Nazionale. Nella notte Guardiola, l’artefice del tiqui taca, il demiurgo del miracolo Barcellona prima ancora della macchina da guerra che è poi diventato il Manchester City, ha declinato la proposta. Non verrà a guidare l’Italia per condurla agli Europei e, si spera, ai prossimi Mondiali dopo tre mancate qualificazioni. Al collega a cui è legato da stima e affetto, Paolo Maldini, ha replicato «grazie ma non me la sento». 

Rinuncia così alla proposta avanzata dai due dirigenti federali, Paolo e Leonardo da poco insediatisi, e desiderosi di fornire nuovo impulso al corso azzurro. «Cerchiamo un allenatore che pensi come noi» ha spiegato ieri nella piccola sala stampa di via Rosellini Leonardo. «Tanti possono essere vincenti, ma noi vogliamo trovare con il nuovo tecnico un'armonia di pensiero. Quindi dare la linea, a cascata, al nuovo ct e agli altri allenatori».

Non sarà Guardiola che era stato cercato, come Carlo Ancelotti, in virtù di un’ambizione che è dentro l’ex leggenda del Milan. «Siamo partiti cercando i migliori, poi bisogna anche avere un riscontro sulla disponibilità». Guardiola ha rinunciato non per soldi (come ieri peraltro ha spiegato in Lega Maldini) ma per una questione familiare. Dopo dieci anni consecutivi di Premier aveva confessato il desiderio di staccare con il calcio per un periodo così da dedicare del tempo agli affetti familiari.

All’orizzonte si staglia perciò la figura di Andrea PirloA, compagno di tante avventure in rossonero con Paolo e ora allenatore dello United Football di Dubai. Ha un contratto fino al 2027, ma ritiene che non sarà un problema liberarsi dell’accordo con gli emiratini. Ha aspettato in questi giorni in silenzio, sapendo di essere il piano B. Di certo non considera una diminutio essere la carta di riserva di Guardiola, il migliore di tutti. A meno di clamorose sorprese, sembrano tramontate le ipotesi legate a Mancini (il preferito di Giovanni Malagò) e a Conte, il prediletto dei club di A.

Di certo entro il 28 luglio, giorno del consiglio federale, i giochi saranno fatti.

24 luglio 2026, 10:39 - Aggiornata il 24 luglio 2026 , 11:03

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