Economia

Tesla, dopo il lancio della Roadster il mercato punta sulla fusione con SpaceX: «Musk vuole il controllo dell’impero»

Tesla, dopo il lancio della Roadster il mercato punta sulla fusione con SpaceX: «Musk vuole il controllo dell’impero»

Elon Musk ha lanciato la Roadster in aria. L’evento di presentazione della supercar è stato uno show e ha riscosso un grande successo sui social: l’auto ha volato spinta da propulsori ad aria, percorso una rampa parabolica grazie a pompe aspiranti e accelerato da 0 a 100 chilometri orari in un secondo. Annunciata nel 2017, la Roadster ha subito diversi ritardi per la delusione dei tanti clienti — fra cui il ceo di OpenAI Sam Altman — che avevano versato un anticipo di 50 mila dollari per riservarsela. La sua produzione dovrebbe finalmente iniziare nel 2028, andando a competere con la Ferrari Luce nelle prestazioni e nel prezzo. Come la prima elettrica del Cavallino, non sarà un’ auto dai grandi volumi: le vendite «non faranno una grande differenza dal punto di vista finanziario», ha ammesso lo stesso Musk.

Agli occhi del mercato, tuttavia, il progetto ha assunto un grande valore simbolico: si tratta della prima collaborazione industriale fra Tesla e SpaceX, i due pilastri dell’impero di Musk che, in molti, ritengono siano destinati a fondersi in un unico gruppo. Quando? Secondo gli analisti di Barclays, l’annuncio potrebbe arrivare a breve, in tempo per sottoporre l’aggregazione all’assemblea degli azionisti di Tesla in programma il prossimo 6 dicembre. E in tempo per ottenere tutte le autorizzazioni regolamentari con l’amministrazione Trump. D’altra parte, di recente, lo stesso Musk ha alluso all’operazione a precisa domanda. «Con tutte le collaborazioni, a così tanti livelli, fra le due aziende chi può dire quali iniziative si potranno prendere».

SpaceX e Tesla stanno co-investendo sullo sviluppo di Terafab, la mega-fabbrica di chip per l’intelligenza artificiale che potrebbe costare sino a 119 miliardi di dollari. L’AI di SpaceX e i suoi futuribili data center orbitali potrebbero poi integrarsi con i robot Optimus e con i Robotaxi sviluppati da Tesla. Sotto il profilo finanziario, il flusso di cassa generato dalle attività nell’auto e nell’energia di Tesla potrebbero ridurre la necessità di capitali e di debito di SpaceX, vorace di fondi per alimentare i suoi progetti tanto avvenirsitici quanto dispendiosi.

Soprattutto, l’acquisizione di Tesla da parte di SpaceX andrebbe a soddisfare le volontà di dominio di Musk. L’imprenditore detiene «appena» il 15% di Tesla, meno del 25% che esige da tempo per poter controllare lo sviluppo dell’azienda. Possiede invece il 48% di SpaceX, quota che, grazie alle azioni speciali, vale l’82% dei diritti di voto. Ai valori di Borsa attuali di SpaceX e Tesla, nota Barclays, la combinazione delle due società consegnerebbe a Musk il 37% del capitale del nuovo gruppo e circa il 56% dei diritti di voto in assemblea.

17 ottobre 2026, 07:51 - Aggiornata il 17 ottobre 2026 , 07:52

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