Scontro fra Usa e Ue per la telefonia satellitare. Ieri quattro compagnie europee - la tedesca Deutsche Telekom, la francese Orange, la spagnola Telefonica e la britannica Vodafone (non l’italiana Tim, almeno per il momento) - hanno annunciato un’offerta congiunta per le frequenze radio che consentiranno di offrire in Europa servizi di rete satellitare agli smartphone.
L’iniziativa, sostiene una nota congiunta, mira a «rafforzare la sovranità e la sicurezza dell’Europa nelle infrastrutture di connettività critiche». Inoltre,«offrirà a tutti gli operatori di rete mobile un accesso aperto e non discriminatorio». I quattro operatori investiranno sulla costruzione di una infrastruttura di terra per la ricezione del segnale. Ma si appoggeranno alla costellazione di satelliti di un fornitore terzo, ancora da individuare, ma che è ragionevole supporre sarà europeo.
Al momento, le frequenze sono in mano a due aziende americane, Viasat ed Echostar. La loro licenza scadrà nel 2027 e la Commissione Ue ha proposto di assegnare la banda così liberata per un terzo ai governi per le comunicazioni critiche e per un terzo a operatori con passaporto europeo. Il progetto ha suscitato la reazione del governo Usa: l’ambasciatore in Ue, Andrew Puzder (foto), ha minacciato ritorsioni «devastanti».
A risultarne danneggiata sarebbe infatti Starlink che sta facendo incetta di frequenze per espandersi nella connettività mobile via satellite (Direct-to-Cell), un mercato da 1.600 miliardi di dollari. A inizio ottobre, così, la controllante SpaceX ha comprato per 8 miliardi un portafoglio di frequenze negli Usa dal fondo di investimento Grain Management. Prossima tappa naturale sarebbe lo sbarco in Europa, approfittando dell’asta 2027. Lo schema allo studio in Ue relegherebbe Starlink di Elon Musk (e Blue Origin di Jeff Bezos) a un ruolo marginale, a vantaggio di operatori europei.
20 ott 2026 | 09:14