Nuove intuizioni e vecchi difetti, il risveglio del Napoli in Champions contro il Bodo Glimt è reale. Son tornati i gol, ed è tornata la vittoria. Ma ce ne son voluti quattro per portare a casa i primi tre punti, Allegri lascia il campo frettolosamente ma almeno respira. Fino alla fine la sua squadra ha tenuto sul filo, l’ultimo gol di Fet arriva a tempo quasi scaduto. La gara scorre seguendo copioni diversi, alterna momenti di grande effervescenza a quelle di «solita» assenza. Gli errori individuali — vedi Rrahmani — sono il pericolo che si nasconde dietro l’angolo. Ma alla fine il risultato premia lo sviluppo di una partita che Max ha preparato in maniera seria, con la soluzione del doppio play (Anguissa e De Bruyne), il belga asseconda la richiesta, la vittoria vale il suo sacrificio.
Lui imposta, ma la licenza di rifinire è un’arte che gli viene naturale, la fa vedere tutte le volte che la manovra del Napoli scorre veloce. Cucina e lavora palloni, le sue giocate sono sempre illuminanti. Il gol, sinistro al volo, bellissimo, di Politano trascorsi appena cinquanta secondi dal fischio di inizio, apre alla speranza di una serata in discesa, che così non sarà per due chiarissimi motivi: il Napoli spreca occasioni chiarissime con Hojlund e Lang e non capitalizza il vantaggio, e alla prima affacciata del Bodo in area, si lascia sorprendere. Hauge di destro all’angolino spiazza Meret.
Il Napoli si perde, subisce, poi riprende la gara con McTominay che raccogliere l’assist pennellato di De Bruyne e si rimette la sua squadra in avanti. È un gol che ha un significato particolare per lo scozzese rientrato da un paio di settimane dopo un intervento al cuore. Nella ripresa fa il bis: le soluzioni offensive del Napoli con lui in campo aumentano in maniera esponenziale. Ma soprattutto Allegri ha trovato la soluzione per far coesistere lui con il belga. Il Napoli però ha i suoi scheletri sempre nascosti nell’armadio e approccia al secondo tempo in maniera compassata, si lascia blandamente travolgere dagli avversari che spingono sull’acceleratore e il pari arriva puntuale anche stavolta. Helmersen realizza, il Bodo rialza la testa.
La partita diventa nervosa, lo spettro di un pari condiziona nuovamente il Napoli che ha il baricentro abbassato e cerca di schivare il Bodo colpo su colpo. La qualità non si compra certo al supermercato, il Napoli ne ha e alla prima occasione prova a colpire: un autogol premia la pressione e il tiro di Giovane. C’è il tempo per assentarsi ancora, c’è lo spazio per Fet quando mancano pochi minuti alla fine di colpire. Il Napoli scaccia via fastidiosi fantasmi, Allegri sa da dove ripartire anche in campionato. Sabato c’è la Roma.
20 ottobre 2026, 22:55 - Aggiornata il 20 ottobre 2026 , 23:31