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Il viaggio per Guardiola: se si va a casa di Pep poi non ci si può accontentare

Il viaggio per Guardiola: se si va a casa di Pep poi non ci si può accontentare

Se si va a casa di Pep Guardiola (come svelato da Sky Sport) non è che poi ci si possa accontentare di Andrea Pirlo. Se si va a trovare l’allenatore più vincente e per questo più pagato d’Europa, una autentica star, e per un weekend due giganti come Maldini e Leonardo cercano di convincerlo a sedersi sulla panchina dell’Italia, un caso clinico Nazionale, vuol dire che le intenzioni della triade federale (Malagò, Maldini e Leonardo) sono maledettamente serie. Si vogliono fare le cose in grande, considerata la gravità della malattia. Il professore catalano Pep Guardiola, sarebbe il primario ideale per la diagnosi e individuare la terapia adeguata. Eccolo qui il condizionale che rovina tutto, guasta le speranze, ammoscia le attese: dai corridoi romani a quelli catalani passando per le insenature del Lago di Garda fronte bresciano, dove vogliono così bene a Guardiola, si dice, si sussurra, a malincuore che la risposta di Guardiola è tendente più al «No» che al sognato «Sì». Colleghi spagnoli che lo conoscono e lo frequentano, ci fanno sapere che ha già rifiutato offerte formato kolossal, nettamente superiori a quelle federali.

Attenzione però, Maldini e il fedelissimo e sempre gentile Leonardo sono in attesa di una risposta definitiva. Mai disperare… Questa mossa di puntare così in alto, un «vado al massimo vado a gonfie vele» alla Vasco Rossi che cantava «Voglio veder come va a finire/andando al massimo senza frenare/voglio vedere se davvero poi/si va a finir male/meglio rischiare, che diventare/come quel tale, quel tale/che scrive sul giornale». Noi che ci scriviamo apprezziamo la giocata di Maldini, tipo quando entrava in scivolata, recuperava il pallone e ripartiva con corsa elegante magari servendo proprio Leonardo che ricevuto palla sulla tre quarti offensiva eseguiva uno stop a rientrare sul suo piede forte, seguito da un tiro a giro sul secondo palo o da un filtrante improvviso. Avere la visione, sognare e far sognare è tipico del campione: qui sono in due, addirittura in tre, c’è anche Malagò. Pazienza se poi il Guardiola sognato e contattato non si realizzerà. C’è sempre Conte che aspetta una chiamata, ancora per poco.

21 lug 2026 | 07:07

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