Un blitz per tentare il colpo da novanta. Paolo Maldini e Leonardo, più silenziosi che mai, hanno trascorso il week end a Barcellona nel tentativo di convincere Guardiola, il migliore del mondo e anche il più pagato, a sedersi sulla scomoda panchina dell’Italia. Nessuno commenta il viaggio lampo dei neo dirigenti azzurri, ma Giovanni Malagò, parlando del futuro ct, racconta che «oltre a Mancini e Pirlo ci sono altri nomi possibili».
Il più elettrizzante è quello di Pep per il quale anche la Federazione inglese, scontenta di Tuchel, sta facendo un tentativo. Maldini e Guardiola sono legatissimi nel nome del calcio, un’amicizia che va oltre il rettangolo verde tanto che nel lontano 2009, sul prato dell’Olimpico, il catalano ha dedicato la sua prima Champions da allenatore a Paolo, che si era appena ritirato e nel giorno dell’addio era stato contestato da una parte degli ultrà milanisti.
Maldini e Leonardo hanno illustrato al Professore, come lo chiamava Mazzone a Brescia, i piani per rilanciare il movimento e le intenzioni per la Nazionale che ha saltato gli ultimi tre Mondiali e ha bisogno di una scossa. Il carisma di Guardiola servirebbe anche come traino in un momento in cui siamo diventati periferia dell’impero calcistico. L’impresa però è ardua, quasi impossibile. Pep ha lasciato la panchina del Manchester City dopo dieci anni pieni di successi ma molto stressanti e ha spiegato a ripetizione, anche la scorsa settimana, di volersi fermare per dedicarsi agli affetti famigliari, compreso il papà 95enne e di voler scoprire cosa offre la vita al di là del pallone.
Difficile immaginare che possa cambiare idea. Senza dimenticare, che ha un contratto da ambasciatore globale del City Football Group. Questo aspetto, se ci fosse la volontà, sarebbe un ostacolo superabile. Più difficile trovare la quadra dal punto di vista economico. Guardiola viaggia sopra i 20 milioni di euro netti e la Figc, al momento, non può permettersi di fare il passo più lungo della gamba. Malagò non lo ha nascosto: «Si può prendere un mammasantissima, ma intanto bisogna capire se è disponibile e interessato e poi se le sue pretese sono conciliabili con i nostri bilanci». Che, per questi pochi mesi del 2026, sono la quota lasciata da Gattuso.
Insomma, una strada maledettamente in salita. Di sicuro Guardiola avrebbe il pregio di mettere tutti d’accordo. Malagò, anche ieri, ha parlato di condivisione assoluta con i suoi compagni di viaggio. Lui sarebbe contento di Pep, la sensazione è che lo sia meno di Pirlo, l’altro candidato, quello sì abbordabile, suggerito da Maldini. Resta anche il nome di Roberto Mancini, la prima idea del nuovo presidente federale. I due domani sera giocheranno uno a fianco dell’altro nella finale della 62sima Coppa Canottieri di calcetto sul Lungotevere. Il vecchio ct è ancora convinto di essere in pole position, ma i giorni passano e l’incertezza aumenta. Conte, per adesso, è fuori gioco anche se la Lega di serie A continua a fare il suo nome.
Sono i giorni della verità. L’Italia aspetta un allenatore. E il tempo stringe. Anche se Malagò assicura che i lavori stanno andando avanti e che presto arriverà l’annuncio non solo del commissario tecnico, che dovrà rilanciare l’azzurro nei prossimi quattro anni, sino al Mondiale del 2030, ma di tutta la struttura che lo accompagnerà, lo staff, il team manager (vicino il ritorno di Gigi Buffon), i tecnici delle giovanili. Insomma, Malagò, Maldini e Leonardo stanno ragionando a tutto tondo e a sentire il presidente federale in completa armonia «senza nessun tipo di scontro».
Giovedì è in programma l’appuntamento con i presidenti, alla Lega di A in via Rosellini a Milano. Malagò presenterà Maldini e Leonardo alla platea e si dovrà discutere della collaborazione tra le anime forti del calcio: perché, chiunque sarà il tecnico che siederà sulla panchina della Nazionale, avrà bisogno della collaborazione del sistema: altrimenti rischia di finire a gambe all’aria come i suoi predecessori. Malagò su questo punto è stato fermo: «Bisogna sistemare l’organizzazione e la metodologia per far sì che gli italiani giochino di più e siano valorizzati».
21 lug 2026 | 07:02