Sport

Il «modello» Spagna: la nazionale vale 1,2 miliardi. Nico Williams e Ferran Torres tra i simboli

Il «modello» Spagna: la nazionale vale 1,2 miliardi. Nico Williams e Ferran Torres tra i simboli

Il capitano Rodri fa sloggiare Trump dalla foto con la Coppa. Il ct De la Fuente si commuove parlando della sua fede. Ferran Torres, sempre criticato, dice che il suo è il gol di «47 milioni di spagnoli». E una delle stelle, Nico Williams, si toglie la medaglia d’oro dal collo e raggiunge mamma Maria in tribuna per donargliela. Lei, assieme al marito Felix, lasciò il Ghana e attraversò a piedi nudi il Sahara, incinta di Inaki, il primogenito, modello di Nico che al Mondiale ha giocato con la Nazionale ghanese. I due, nati a Pamplona, sono stati i primi giocatori di origine africana dell’Athletic Bilbao, che come è noto è una squadra di soli atleti baschi. 

Quella fu una piccola rivoluzione, ma questa è molto di più e la spiega bene proprio Inaki Williams in una lettera a Nico: «Hai fatto la storia, ma soprattutto hai fatto sentire milioni di immigrati come i nostri genitori orgogliosi del fatto che i loro figli un giorno possano vivere ciò che tu hai vissuto. E che milioni di spagnoli possano empatizzare con la nostra storia, che è quella di tutte le persone che si lasciano tutto alle spalle per un futuro migliore». Piccoli grandi flash che raccontano la Spagna: una squadra campione del mondo che vale tantissimo. Dal punto di vista sportivo, perché nessuno ha mai vinto 5 finali di fila e la Roja ci è riuscita tra Europei e Mondiali dal 2008 a oggi, senza dimenticare che è campione del mondo anche con le donne. 

Dal punto di vista economico, con una rosa che sforava un miliardo e duecento milioni di valore prima del torneo e si è rivalutata. Ma la Spagna è un campione che pesa anche come esempio di comportamento, soprattutto dopo la battaglia di nervi e di colpi proibiti con l’Argentina: «Ha salvato il calcio contro una squadra di delinquenti» tuonano per ripicca i giornali inglesi come il Telegraph. Ma anche il madrileno Marca spiega il valore della seconda stella: «È un trionfo per De la Fuente che rappresenta tutti gli allenatori di calcio di base che insegnano che la palla non brucia, e che si stringe la mano all’avversario. La Spagna ha protetto uno stile di gioco, ha salvato il calcio».

La Roja incassa 50 milioni di dollari di premio Fifa e ha fatto il pieno di riconoscimenti individuali, con Rodri eletto miglior giocatore. Unai Simon, come miglior portiere, ha dovuto fare 10 parate in tutto il Mondiale, anche grazie a una super difesa. Non a caso il miglior giovane è Cubarsì, 19enne canterano del Barcellona come altri 7 compagni, il cui valore di mercato adesso si avvicina a 100. Lamine Yamal ha fatto un Mondiale normale, dopo l’infortunio che lo aveva costretto a rincorrere. Pochi dribbling, il rigore conquistato con la Francia, il sorriso con l’apparecchio che toglierà tra poco, le sfide alla playstation in ritiro e i giochi con lo scatenato fratellino: come primo Mondiale non c’è male. Il suo valore resta sui 200 milioni, come il suo stipendio da 16 netti a stagione fino al 2031. Inavvicinabile.

«Siamo la squadra più forte, composta da compagni di viaggio eccezionali anche dal punto di vista umano — dice il ct — . La gente si meraviglia che si possa essere grandi calciatori e ottime persone: umili, pazienti, mature. Ma è così. Ed è il nostro segreto, assieme alle grandissime abilità tecniche di un gruppo che conoscevo già molto bene». Sono 18 su 26 i giocatori che De la Fuente ha allenato nelle giovanili della Roja: l’hombre del Mundial, Ferran Torres, addirittura dall’under 15. «Il suo gol dimostra che alla fine la vita è giusta — sottolinea il ct —  la gente che lavora, si impegna, cade e si rialza lottando, ottiene sempre qualcosa». L’attaccante del Barcellona ha un contratto che scade tra un anno (a 6.2 milioni netti) ed è ormai molto vicino al Psg, ma il Barça lo valuta almeno 50 milioni. Ferran nei giorni della tragica alluvione di Valencia si era messo gli stivali per spalare il fango nella sua terra, rappresentando quella connessione con il mondo reale che i giocatori spagnoli sembrano non perdere mai del tutto. Assieme al loro stile unico.

Potresti esserti perso