BERLINO Il titolo della serata era, senza ironia, «tappeti rossi agli investimenti». Dove il rosso non era sinonimo di cinese — Paese verso cui la Germania ha cominciato a essere guardinga — ma il colore che si riserva alle star. E infatti, Jensen Huang, il ceo di Nvidia — il produttore dei chip che sono alla base «materiale» della rivoluzione dell’Ai — è stato accolto a Berlino come un profeta, come l’uomo venuto dal futuro a risollevare l’industria tedesca. Anche la location che si è scelta è un po’ da rockstar, l’ex centrale elettrica «Kraftwerk Berlin», dove ha sede anche uno dei mitici club tecno della capitale, il Tresor. Prima di trasferirsi domani alla sede dell’università ESMT, una delle migliori business school tedesche, sede in passato del Consiglio di stato dell’ex DDR. Ma non si voleva certo lesinare sui simboli.
Per il governo Merz questo «vertice sugli investimenti» era un’occasione a lungo inseguita, uno degli obiettivi sulla carta centrali del programma di governo. E infatti il cancelliere, accogliendo da padrone di casa il ceo di Nvidia, e poi condividendo da pari a pari il palco della Kraftwerk (centrale elettrica), ha annunciato l’accordo per l’«intelligenza artificiale dell’industria». Vuol dire una partnership tra l’azienda Nvidia e il governo federale per promuovere gli investimenti nell’AI e spingere le aziende manifatturiere ad adottarla.
Le collaborazioni saranno ampie, vanno dalle aziende come Mercedes alla Siemens, dalla chimica all’ottica. La cifra dell’investimento pubblico, di diverse centinaia di milioni, non è stata svelata. Ma quello di ieri era un appuntamento dove la scena voleva quanto se non più della sostanza. L’altro obiettivo dichiarato del cancelliere è aprire il Paese di nuovo agli investimenti stranieri: è dal 2019, che gli investimenti stranieri calano ogni anno, mentre per esempio nella vicina Francia crescono. Invertire il trend per il governo Merz è una priorità.
Huang tra i grandi dell’industria dell’AI, o del tech americano, è dei pochi apertamente ottimisti sulla Germania. Convinto che il Paese possa essere, con la propria potenza industriale e la diffusa robotica, la specializzazione dei suoi settori, tra i vincitori della prossima fase della rivoluzione Ai. Però prima di venire in Germania, da Londra, è stato ben più critico: «Nulla mi addolora di più che vedere uno dei Paesi tecnologicamente più avanzati del mondo rimanere così indietro». E ancora: «Forse dipende dalla tendenza europea a riflettere troppo su ogni cosa. La Germania ha così tanti talenti: mettetevi semplicemente al lavoro».
Ieri sera Jensen Huang è stato più positivo. Ha Nvidia, Jensen Huang, ha affermato che in futuro «ogni azienda avrà due fabbriche», una fisica e l’altra digitale (Siemens inaugurerà uno stabilimento pilota in tal senso). «La prossima ondata dell’intelligenza artificiale sarà l’IA fisica», sostenendo che questa tecnologia servirà a «potenziare» le competenze industriali tedesche anziché sostituirle. Il cancelliere Merz gli ha fatto eco. «La Germania è pronta a crescere più rapidamente», promettendo «il più grande programma di modernizzazione della sua storia recente».
20 ott 2026 | 07:19