Economia

Manovra, vertice di maggioranza: il testo slitta per la trattativa Ue

Manovra, vertice di maggioranza: il testo slitta per la trattativa Ue

Il disegno di legge di bilancio non andrà in consiglio dei ministri oggi, anche perché il termine del 20 ottobre non è perentorio. «Slitterà di qualche giorno», è trapelato dopo il vertice di maggioranza, ieri sera, a Palazzo Chigi. Un piccolo rinvio, forse a mercoledì 28, per aspettare le risposte da Bruxelles alle richieste italiane di maggiore flessibilità sulla regola Ue della spesa. Per questo, si è trattato di un vertice «interlocutorio» (ce ne sarà un altro), anche se alcune indicazioni sono arrivate dalla stessa premier Giorgia Meloni, che avrebbe congelato per il momento l’ipotesi — per lungo tempo accreditata dal governo — di un aumento del secondo scaglione dell’Irpef (quello con aliquota del 33%) fino a 60mila euro di reddito, e avrebbe invece fatto sua la scelta di chiedere a banche e assicurazioni 5 miliardi per finanziare la manovra da 23,5 miliardi per il 2027, invitando però il vicepremier Matteo Salvini ad abbassare i toni, evitando di insistere sull’accusa di extraprofitti. Il tema è stato fortemente dibattuto. Forza Italia resta contraria a interventi non concordati con i destinatari. E anche Meloni avrebbe invitato a negoziare bene la misura.

Il valore del disegno di legge di Bilancio potrebbe salire verso i 25-30 miliardi, se dalla commissione Ue arriveranno aperture. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha però già chiarito che l’eventuale spesa in più dovrà essere coperta. In deficit, quindi, si potranno spendere solo i 14,4 miliardi che la Ue ha già concesso all’Italia per i capitoli energia e difesa.

I piatti forti della manovra riguarderanno la famiglia e la spesa sociale, con almeno 5 miliardi per sostenere la natalità e il potere d’acquisto, in particolare dei giovani (flat tax). Altri 3,5 miliardi verranno destinati alle imprese per Transizione 5.0, ovvero la proroga e forse il rafforzamento dell’iper ammortamento per gli investimenti in innovazione tecnologica (Ai compresa). E prende quota anche l’agevolazione fiscale, sulla quale insiste Confindustria, per favorire la crescita dimensionale delle aziende.
Poi ci sono appunto gli interventi in deficit: 7,2 miliardi per l’energia — con l’obiettivo di ridurre il consumo di fonti fossili e aumentare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili — e 7,2 miliardi per la difesa (personale e ammodernamento dei sistemi d’arma, droni e cybersicurezza inclusi).

Restano da sciogliere almeno due nodi importanti: pensioni e flat tax per gli autonomi. La Lega chiede la facoltà di andare in pensione a 64 anni (col calcolo contributivo) anche per chi ha cominciato a lavorare prima del 1996, e vuole estendere la tassa piatta del 15% sulle partite Iva fino a 100mila euro (ma serve l’ok della Ue). Ci sono poi le richieste di Forza Italia: via il bollo per tutti i veicoli e no tax area per gli under 35. E quelle di Noi moderati, a partire dalla cedolare secca sugli affitti lunghi. Le coperture della manovra verranno — oltre che da banche e assicurazioni — da 1,2 miliardi di tagli alle spese dei ministeri e da circa 750 milioni dal settore dei giochi.

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