Economia

Grafica Veneta, lo stampatore di Harry Potter punta al raddoppio: «Ricavi verso i 400 milioni dopo le acquisizioni nel Regno Unito»

Grafica Veneta, lo stampatore di Harry Potter punta al raddoppio: «Ricavi verso i 400 milioni dopo le acquisizioni nel Regno Unito»

Fabio Franceschi, classe 1969, di libri ne vede passare tanti sotto gli occhi ma non si sbilancia nel dire quale lo appassioni di più. Il presidente di SoFiGraf, la holding di famiglia di Trebaseleghe (Padova) che controlla Grafica Veneta, uno dei principali operatori mondiali della stampa editoriale (celebre, tra le altre cose, per aver stampato i libri della saga di Harry Potter e le biografie di Barack e Michelle Obama), ha conosciuto autori ed editori, osservato l’evoluzione del settore e visto cambiare profondamente il mercato.
Nei giorni scorsi il gruppo ha annunciato, attraverso la controllata GV Group, l’acquisizione delle britanniche CPI Books e CPI Antony Rowe, operazione che quasi raddoppia le dimensioni del gruppo, ne consolida il primato europeo nella stampa libraria e ne rafforza il ruolo tra i principali operatori mondiali del settore. Da anni il gruppo guardava alle attività del gruppo CPI, che insieme valgono circa 150 milioni di euro di fatturato e producono oltre 100 milioni di libri all’anno. Dopo un 2026 atteso in chiusura attorno ai 350 milioni di euro di ricavi, la previsione è di superare quota 400 milioni nel 2027 grazie anche al contributo delle attività britanniche appena acquisite. «Per noi era importante essere presenti nel Regno Unito — racconta Franceschi —. Molti titoli importanti partono da qui e poi vengono distribuiti in tutto il mondo».

Ma il vero valore strategico dell’operazione non è soltanto la dimensione. «Antony Rowe viene riconosciuta come la realtà più importante al mondo nel print on demand». Ed è proprio nella stampa su richiesta che il presidente vede il futuro del libro. «Non dobbiamo più produrre quello che pensiamo. Dobbiamo produrre quello che serve». Una filosofia che negli ultimi anni sta trasformando il settore editoriale. Se in passato l’obiettivo era riempire i magazzini con grandi tirature, oggi gli editori chiedono sempre più flessibilità e produzioni legate alla domanda effettiva.
«Quando serve un titolo scolastico di trent’anni fa possiamo stamparne tre copie e nel giro di un turno di otto ore è già in distribuzione — spiega —. Nel Regno Unito stiamo prendendo anche gli ordini da dieci o venti copie». Un cambiamento che sta modificando il ruolo stesso degli stampatori. «Stiamo diventando più che stampatori un partner dell’editore». Il gruppo punta, infatti, a garantire una presenza diretta nei principali mercati editoriali, stampando i libri il più vicino possibile al lettore finale e riducendo tempi, costi logistici e sprechi.

La strategia si riflette anche nella geografia industriale costruita negli ultimi anni. Oltre alla sede storica di Grafica Veneta a Trebaseleghe, GV Group controlla Lake Book Manufacturing nell’area di Chicago, PA Hutchison Company in Pennsylvania e ora le attività britanniche di CPI Books e CPI Antony Rowe. Complessivamente il gruppo arriva a dieci stabilimenti e circa 1.800 dipendenti tra Europa e Stati Uniti, con una capacità produttiva superiore a 400 milioni di libri all’anno.La crescita è il risultato di un percorso iniziato decenni fa. «Nel 2003 eravamo in cinque e innamorati del nostro lavoro». Partita come realtà specializzata nella stampa libraria per gli editori italiani, l’azienda è cresciuta conquistando la fiducia dei principali gruppi e ampliando progressivamente la propria presenza internazionale. Nel 2024 la famiglia Franceschi ha riorganizzato le attività sotto la holding SoFiGraf, separando il business della stampa libraria da quello energetico e immobiliare. Oggi tutte le attività legate al libro fanno capo a GV Group, mentre lo sviluppo delle rinnovabili procede attraverso una divisione dedicata che rappresenta il secondo pilastro strategico del gruppo.

Contrariamente a quanto previsto da chi da anni annuncia il tramonto della carta, il libro stampato continua a mostrare una buona tenuta. «La carta non cresce tantissimo, ma non vediamo un calo. Negli Stati Uniti aumenta ancora di due o tre punti all’anno». In questa evoluzione un ruolo crescente è affidato all’intelligenza artificiale. Il gruppo ha sviluppato una propria piattaforma utilizzata dagli editori per monitorare produzioni, ordini e disponibilità in tempo reale. «L’intelligenza artificiale ti dà una visione del momento. Ti aiuta a capire quali segmenti stanno crescendo e a prevedere ciò che servirà nelle settimane successive». Un supporto che consente anche una migliore pianificazione degli acquisti di carta e dell’attività produttiva.

Accanto ai libri cresce anche il business energetico. Lo scorso giugno SoFiGraf ha annunciato un piano che punta a portare la capacità installata nelle rinnovabili da circa 100 a 200 megawatt entro il 2027 per poter essere energeticamente autosufficienti. «Sopra lo stabilimento di Trebaseleghe sono installati pannelli fotovoltaici che coprono una superficie equivalente a 33 campi da calcio. Produciamo più energia di quella che consumiamo e una parte viene immessa nella rete». Una scelta che sta diventando anche un argomento commerciale. «Negli Stati Uniti ci chiedono libri stampati con il sole». E la strategia energetica si intreccia sempre più con quella digitale. Il gruppo ha realizzato un proprio data center alimentato da impianti fotovoltaici per sostenere lo sviluppo delle applicazioni di intelligenza artificiale destinate agli editori e ai clienti. Lo sguardo resta però rivolto soprattutto agli Stati Uniti, il primo mercato editoriale mondiale con un valore vicino ai 30 miliardi. «L’America ci piace molto», conclude Franceschi. «Vogliamo continuare a crescere e rafforzare la nostra presenza».

19 ottobre 2026, 17:10 - Aggiornata il 19 ottobre 2026 , 17:12

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