Economia

Unicredit, la lunga marcia dopo Commerzbank: cosa farà adesso?

Unicredit, la lunga marcia dopo Commerzbank: cosa farà adesso?

Se si mettono in fila tutte le partite che il banchiere Andrea Orcel sta giocando e quelle che gli si attribuiscono (non sempre con la stessa concretezza) la fotografia è chiara: le mosse di Unicredit restano il crocevia decisivo per poter completare il riassetto del sistema bancario italiano.
Vale la pena ricordare alcune cose accadute nel passato recente e anche in quello meno recente. «Nonostante l’impegno profuso da entrambe le parti, UniCredit e il ministero dell’Economia e delle Finanze comunicano l’interruzione dei negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di Banca Monte dei Paschi di Siena», si leggeva nella nota diffusa il 24 ottobre del 2021.

 Niente da fare, c’erano stati colloqui, negoziati, poi la decisione di interrompere il percorso che avrebbe portato Unicredit a rilevare la banca di Siena. Arriviamo al 22 luglio 2025: «Il consiglio di amministrazione di UniCredit annuncia il ritiro dell’offerta per Banco Bpm, in quanto la condizione relativa all’autorizzazione Golden Power non è soddisfatta. Il processo di offerta è stato influenzato dalla clausola di Golden Power».
Ed è il secondo no, maturato dopo che il governo aveva inserito una serie di condizioni per poter procedere all’operazione così stringenti da renderla di fatto impossibile. Da allora è successo di tutto, Intesa ha lanciato l’offerta pubblica di acquisto e scambio su Siena. Banco Bpm ha proposto le nozze al Montepaschi, che a sua volta ha lanciato un’offerta di scambio sulla banca guidata da Giuseppe Castagna.
Quella che Giuliano Amato aveva definito una foresta pietrificata, assomiglia sempre di più ad un campo di battaglia dove i fronti cambiano continuamente. E qui si ritorna a Unicredit che nel frattempo ha continuato con il suo dna internazionale e sta per conquistare la banca tedesca Commerzbank, con il consenso appena ricevuto dalla Bce.

E in Italia? Davvero resterà uno spettatore del risiko? Sembra difficile. Intanto è diventato socio delle Assicurazioni Generali con circa il 10% e da tempo si parla di colloqui con il Leone per ipotesi di accordi industriali. Si era detto anche di un possibile interesse di Unicredit per eventuali sportelli o attività che Intesa dovesse mettere sul mercato per chiudere l’operazione Mps. E c’è chi insiste che il progetto industriale in direzione Piazza Meda, che consentirebbe di rafforzare la banca nel tessuto produttivo più competitivo del Paese, sia ancora un’ipotesi.
Orcel non è abituato a scoprire le carte, non lo ha fatto quando delle banche era uno dei principali advisor. E non lo farà ancora. Ma adesso che il puzzle si sta componendo, sicuramente non vorrà restare a guardare.

19 ottobre 2026, 17:24 - Aggiornata il 19 ottobre 2026 , 17:24

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