Economia

eBay lancia in Italia la garanzia per gli acquisti di lusso, le coop pronte a fare shopping

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Chi pagherà le pensioni di domani? Ci saranno più pensionati poveri? I giovani lavoratori di oggi riusciranno in futuro ad avere un assegno dignitoso per vivere, visto il decrescere dei salari e di conseguenza dei contributi versati all’Inps? Sono le domande che emergono dal dibattito economico. Se le pone anche Ferruccio de Bortoli che sull’ultimo numero de L’Economia del Corriere della Sera, in edicola domani con il quotidiano, affronta lo sgretolamento del welfare ed esorta a trovare una soluzione.
«Secondo Eurostat (dati 2024), il debito pensionistico italiano è al 434% del prodotto interno lordo — scrive de Bortoli —. Ottomila miliardi circa. E non è che il nostro Paese sia messo peggio di altri in Europa. La Spagna è al 507%, la Germania al 353, la Danimarca però solo al 94. Il welfare europeo è sempre meno sostenibile. Per ragioni demografiche, ma non solo. Il nostro, in particolare». Per debito pensionistico, s’intende «la somma attuale di tutti gli impegni non coperti da accantonamenti reali presi per pagare le prestazioni previdenziali dei prossimi anni». Morale: le pensioni da pagare superano i soldi in cassa. E il flusso in entrata è insufficiente.
Un vantaggio dell’Italia, rispetto ad altri Paesi, è che «noi abbiamo un grande risparmio privato», dice de Bortoli. Che perciò sollecita «una decisa promozione degli strumenti alternativi, in particolare della previdenza complementare. La pensione di scorta diventa una necessità, non un’opzione».

In sostanza, senza il secondo pilastro — il risparmio gestito tramite fondi pensione, che si aggiunge alla pensione di base — i futuri assegni saranno sempre più magri. A lato, certo, c’è la questione delle commissioni, a volte troppo alte, del sistema finanziario e assicurativo, che influiscono anche sulle adesioni alla sanità complementare.
A proposito di sistema finanziario, la copertina dell’Economia è dedicata ad Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit. La banca di piazza Gae Aulenti è salita al 49,65%, per diritti di voto, nel capitale di Commerzbank, ma l’operazione in Germania si annuncia ancora lunga. Perciò si aprono i dossier italiani, come il possibile riacquisto di Fineco, che in Borsa vale 14 miliardi e che era nel gruppo sette anni fa. Tra i personaggi della settimana c’è Lucia Aleotti, azionista e consigliere di Menarini, vicepresidente di Confindustria. L’industria farmaceutica che traina l’export, dice, ma «la burocrazia soffoca le imprese europee con 13 mila leggi varate tra il 2019 e il 2024». Tra queste c’è il Green deal e L’Economia dedica due pagine ai campioni delle energie rinnovabili. In testa alla classifica Italia c’è Erg che in passato lavorava il petrolio.

Sotto la lente c’è poi il risiko dei cieli: non c’è soltanto Easy Jet nelle mire dei fondi, altre prede possibili sono Condor e Finnair. Mentre Jamie Iannone, il ceo di eBay, annuncia la rivoluzione dell’ecommerce con i sistemi anti-contraffazione. E Domenico Brisigotti, nuovo presidente di Coop Italia, valuta aggregazioni.
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