(di Nicoletta Tamberlich)
Christopher Nolan e Matt Damon. Parte
con due ospiti d'eccezione la nuova stagione di "Noos.
L'avventura della conoscenza", in onda da domani in prima serata
su Rai1 per cinque puntate. Alberto Angela intervisterà il
regista e attore di "Odissea", il colossal in sala dal 16
luglio, anche per raccontarne la genesi. "Ma non solo - dice il
conduttore in un'intervista all'ANSA - parleremo in questa
stagione di longevità, serial killer, torneremo sulla tragedia
delle Maldive, affronteremo il tema del sesso, della geopolitica
e dello spazio".
Angela conferma tutti i suoi programmi e alcune serate evento
a partire da una sulla quale non si può sbilanciare: "Sarà -
annuncia - al Colosseo. Il grande anfiteatro diventa il
palcoscenico per una serata di storia e di cultura. Mi sento
come un astronauta. Ma non sarà l'unica. Tornerà anche Passaggio
a Nord Ovest e Ulisse, che è già stato registrato".
Parliamo di Noos. "In questa edizione ogni puntata si aprirà
con una "copertina" dedicata ai grandi argomenti che
accompagnano la vita quotidiana e le sfide del nostro tempo".
E invece Nolan e Demon? "Raccontano la genesi e alcuni
dettagli delle riprese di questo film monumentale basato su un
testo sacro della cultura classica. Hanno fatto un grosso
lavoro, durato tantissimo tempo in condizioni non facili, lo
sentirete dalle loro voci e Matt Damon ha confessato che questo
è il film più fisico, più difficile che ha mai realizzato nella
sua lunga carriera, girato tra mare e terra, in luoghi
abbastanza impervi che attraversano diversi continenti e che
comprendono anche il nostro paese. L'Italia gli è piaciuta
moltissimo, Favignana in particolare. Anche Nolan ci ha detto
che questo era un modo per avvicinare questo testo di tremila
anni fa alla gente di oggi. Quindi è un film che fa vedere
questa grande avventura e devo dire che ho trovato dei punti in
comune con una cosa che ho fatto io, nel senso che io ho scritto
questo libro Giulio Cesare la conquista dell'eternità
(Mondadori) trasformando il De Bello Gallico in un racconto
vivido, e mi sono trovato di fronte allo stesso problema, cioè
prendere un testo della cultura e della storia e trasformarlo in
qualcosa che sia comprensibile, non ai professori, ma alla gente
comune".
Per quanto riguarda la tua trasmissione, quali altre novità
ci aspettano? "La prima copertina parla dell'immortalità, cioè
il tema che affrontiamo è: si può fermare l'invecchiamento,
tornare indietro, rallentarlo, fare retromarcia, cioè
ringiovanire. Quindi il professor Vittorio Sebastiano, a capo di
un ambizioso progetto di ricerca presso l'Università di Stanford
volto a scoprire quale sia la chiave della longevità dal punto
di vista medico scientifico". E ancora prosegue Angela, "torna a
trovarci un volto storico della trasmissione, il filosofo della
scienza Telmo Pievani che commenterà i dilemmi etici legati alla
ricerca dell'immortalità: perché moriamo? Perché ci hanno messo
una data di scadenza? Esistono animali che non muoiono? Poi dopo
parleremo ovviamente anche di sesso, assieme a Emmanuele
Jannini, professore di Endocrinologia all'università di Roma Tor
Vergata, affronteremo i diversi aspetti delle relazioni di
coppia: l'amore, il sesso, la chimica dell'attrazione".
Poi ci sarà Carlo Lucarelli che "ci racconterà tra l'altro i
serial killer". Ospite in studio Patrik Grönqvist, componente
del team di subacquei che ha partecipato al recupero dei corpi
dei sommozzatori italiani bloccati a 60 metri di profondità in
una grotta sottomarina alle Maldive. "Con Dario Bressanini
affronteremo invece il tema della reazione di Maillard mentre
l'astrofisica Edwige Pezzulli ci porterà alla scoperta
dell'universo. Dario Fabbri ci aiuterà a capire il mondo
attraverso la geopolitica".
Angela fa poi un bilancio delle sue trasmissioni: "la prima
volta che ho fatto un programma Rai era nel 90. Quindi sono 36
anni e Invece Passaggio a Nord Orest si sta avvicinando ai 30
anni, anche Ulisse va per i 26". Angela infine confessa "mi sono
emozionato: 'Myxicola alberto angelai' è una nuova specie marina
che porta il mio nome. Una sorpresa della quale ringrazio i
ricercatori dell'Università del Salento. Per un naturalista
paleontologo è un onore vedersi dedicata la scoperta di una
nuova specie. Ma è grazie ai nostri programmi mi hanno
raccontato, infatti, che i tre ricercatori si sono avvicinati
alla biologia marina e alla ricerca scientifica".
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