Obiettivo raggiunto. Ha il tono di un bollettino della vittoria il comunicato con cui Unicredit annuncia gli ultimi aggiornamenti sull’Ops lanciata da Piazza Gae Aulenti su Commerzbank, la seconda banca tedesca per capitalizzazione e presenza sul mercato il 16 marzo scorso.
UniCredit ha «conseguito l’obiettivo fissato all’avvio dell’offerta, ovvero il superamento della soglia del 30%, finalizzato a garantire certezza sulla propria partecipazione e preservare flessibilità per eventuali acquisizioni di ulteriori quote successivamente, al presentarsi di opportunità di mercato», afferma una nota della banca, dopo che la quota di titoli Commerzbank portata in Ops ha raggiunto il 7,58%.
Nel dettaglio una nota sottolinea che «la posizione aggregata di UniCredit relativa ai diritti di voto e agli strumenti finanziari collegati a diritti di voto in Commerzbank, ai sensi della legge tedesca (German Securities Trading Act – Gsta), ammonta a circa il 43,2%. Questo valore è composto da una partecipazione diretta del 26,8%, dal 3,2% detenuto tramite strumenti con opzione di regolamento fisico (derivati che prevedono la consegna materiale del titolo) e dal 13,2% tramite strumenti regolati per cassa (contratti derivati in cui, alla scadenza o alla chiusura dell’operazione, le parti si scambiano soltanto la differenza monetaria maturata ndr). Sommando al 43,2% del capitale il 7,58% delle azioni conferite in Ops si supera il 50% delle azioni Commerzbank.
La valutazione di Unicredit è tuttavia prudenziale e si limita a considerare la quota del 7,58% delle azioni conferite in Ops cui si aggiunge la partecipazione diretta (26,8%) e la quota in strumenti a regolamento fisico (3,2%). Quindi i diritti di voto in mano ad Unicredit si attestano rispettivamente al 34,4% e al 37,6%, in ogni caso oltre la soglia del 30% più una azione che UniCredit si era prefissata di raggiungere con l’offerta».
«I valori indicati costituiscono gli unici parametri rilevanti per determinare il successo dell’offerta — sottolinea l’istituto guidato da Andrea Orcel—. Gli strumenti regolati per cassa supportano l’Ops di UniCredit aumentando la flessibilità strategica («optionality»), consentendo di modulare il livello finale di partecipazione di Unicredit in funzione degli interessi dei propri azionisti». Tali strumenti, infatti, possono essere rinegoziati con le controparti e trasformati in contratti con opzione di regolamento fisico.
A questo punto nel periodo residuo di quattro settimane dell’Ops, computando la naturale scadenza dell’offerta e l’eventuale periodo supplementare, conclude Unicredit, «gli investitori dispongono ancora di tempo per valutare sia il valore relativo implicito nello scambio tra azioni Commerzbank e azioni UniCredit, sia il potenziale incremento di valore derivante da una possibile integrazione tra i due gruppi».
Il rapporto di concambio per l’Ops lanciata da Unicredit su Commerzbank — ricordiamolo — prevede 0,485 azioni Unicredit per ogni azione Commerzbank. Il valore stimato dell’offerta è quindi di circa 30,8 euro per azione Commerzbank.
Il tentativo di acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit si è scontrato fin dall’inizio con la ferma opposizione della ceo di Commerzbank Bettina Orlopp, sostenuta dai sindacati della banca e dal governo federale tedesco. Favorevole invece alle fusioni transnazionali la valutazione delle Bce. Di appena due giorni fa la posizione aperturista delle banche pubbliche tedesche secondo cui «le fusioni offrono sempre buone opportunità anche alla concorrenza», ha dichiarato il presidente Thomas Gross.