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Pensioni, il modello Svezia che protegge i giovani: combinare mercato e welfare (quando i soldi pubblici scarseggiano)

Pensioni, il modello Svezia che protegge i giovani: combinare mercato e welfare (quando i soldi pubblici scarseggiano)

Ci sono alcune cose che, in quest’Europa a molte velocità, si potrebbero prendere in considerazione per creare in Italia un ecosistema di risparmio e di investimenti. Bisogna salire, direzione Svezia: il Paese considerato per l’elevata pressione fiscale e mai abbastanza per il suo welfare combinato con un sistema capitalistico evoluto.
Alla fine degli anni Novanta il modello era andato in crisi, non riusciva più a tenere insieme diritti e sostenibilità economica. E la scelta dei governi che si sono succeduti, di centro destra e di centro sinistra, ha avuto due pilastri: riformare il sistema previdenziale in modo però da affiancare alla copertura pubblica i mercati finanziari, creando un azionariato diffuso che coinvolge ormai uno svedese su due. Risultato? Il 47% della ricchezza del Paese è investita in azioni.
È vero che il clima di conflittualità tra le parti sociali qui diventa dialogo, è vero che il sistema giuridico si basa molto sull’autoregolazione, ma di sicuro con il progressivo aumentare dell’età media la scelta di andare in Borsa per garantire un trattamento pensionistico decoroso diventerà sempre più necessaria anche nel nostro Paese. In Svezia hanno usato la leva fiscale per orientare gli investimenti.

La prima formula realizzata è quella del conto di risparmio Isk, sul quale c’è una flat tax. Tutto in un sistema dove convivono il gigante Investor, della famiglia Wallenberg, e l’azionariato diffuso: un capitalismo mescolato alla tradizione socialista del Paese. È il modello che si fonda ancora sulla visione socialdemocratica di Olof Palme, il premier assassinato nel 1986. Combinare mercato e welfare, se gli spazi di manovra della finanza pubblica si restringono, appare la via obbligata. Soprattutto guardando alle nuove generazioni.
In Svezia il rapporto tra asset previdenziali e prodotto interno lordo viaggia intorno al 171%. E i risultati si vedono: nel 2025 il Paese ha segnato il record di quotazioni di nuove società in Borsa in tutta l’Europa dei 27.
Così si rimettono in circolo capitali che le imprese sanno cogliere, spiega il vice ministro per i mercati finanziari Niklas Wykman.
La Borsa è controllata dal Nasdaq: «Qui uno strumento come l’Isk è stato decisivo», dice Adam Kostyal, che guida Nasdaq Stoccolma.
Nel primo pilastro della pensione pubblica i cittadini devono investire almeno il 2,5% dei loro attivi sul mercato finanziario. Possono farlo con un fondo pubblico e su una piattaforma dal telefonino, per loro conto. È una piccola quota azionaria, ma sul lungo termine potrà offrire una pensione più dignitosa.
Quando in Italia ci furono le privatizzazioni, l’allora presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi più volte parlò di democrazia economica. Si tratta di riprendere quella strada.

3 giu 2026 | 10:02

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