Ancora un errore, ancora una volta fatale, proprio come a inizio stagione. La partenza forte del Napoli, con gol di Rrhamani al minuto otto, nel sottomarino giallo del Villarreal induceva ad immaginare ben altri sviluppi della partita, la prima trasferta di Champions, dopo la convincente vittoria in campionato contro il Frosinone. Finisce invece con una pesante sconfitta per 3-1, la seconda in Europa dopo quella casalinga contro l’Arsenal. Un retropassaggio assolutamente fuori registro di Politano che offre a Mikautadze la palla-regalo dell’1-1 (poco prima Hojlund aveva colpito l’incrocio di pali su cross di Politano), cambia di netto il verso della gara.
Manda completamente in bambola la squadra di Allegri che soffre il pressing alto degli spagnoli, viene messa alle corde: dieci minuti in cui perde le misure, le intese. Smarrisce proprio il senso di quella che evidentemente doveva essere una partita diversa. Il gol del vantaggio di Mourino arriva dopo tre giri di orologio dal pari, e ne sarebbe potuto arrivare un terzo e, forse, anche un quarto prima che il Napoli provasse a risistemarsi con lucidità e riprendere quello che doveva essere il suo piano gara.
La squadra di Allegri riesce ad evitare il colpo del ko e ricomincia ad uscire dalla propria metà campo alla ricerca del pareggio. McTominay sul finire di tempo colpisce di testa, la palla sfiora l’esterno della rete ma l’arbitro chiama la posizione di fuorigioco. Uno squillino di tromba prima dell’intervallo che Allegri può legittimamente leggere come un segnale positivo. Illusione. Il Villarreal non dà segnali di cedimento, anzi se possibile aumenta i giri. Unica mossa in avvio di ripresa: De Bruyne è più basso rispetto a McTominay.
Tocca Badiashile salvare la sua porta con Milinkovic battuto su tiro di Moleiro. La coppia di platino –— secondo quelle che erano le intenzioni della vigilia –— non si è mai incastrata, lo scozzese finisce la sua partita dopo un quarto d’ora. Allegri cambia tutto, inserisce Neres e Lang, toglie un difensore Rafa Marin e finisce poi con il doppio centravanti Lucca e Hojlund, sembra una mossa dettata più dall’istinto che dalla ragione.
Il Napoli non riesce a contenere le furie gialle neanche nei due minuti in cui restano in nove –— doppio cambio senza l’avvicendamento immediato — e la spinta del pubblico è molto forte. Hojlund sfiora il pari a dieci minuti dal termine, ed è il sostituto di Gulacsi (non convocato per una rapina subita nella propria abitazione alla vigilia della gara), il portiere brasiliano Luiz Junior ad opporsi con le gambe. Dal possibile pareggio alla sconfitta più pesante, con il gol di Oluwaseyi che chiude la partita a quattro minuti dalla fine. Un passo indietro deciso quello del Napoli che nel secondo tempo non ha più vinto un duello né un contrasto, gli spunti di Hojlund, solo in mezzo a un deserto, sono probabilmente l’unica luce. Tra sette giorni al Maradona c’è il terzo round con il Bodo. Allegri dovrà trovare la formula (un’altra?) per lasciare la posizione con zero punti in classifica.
13 ottobre 2026, 22:52 - Aggiornata il 13 ottobre 2026 , 23:16