La vicepresidente della Bei Gelsomina Vigliotti è tra i protagonisti che questa mattina a Bruxelles presentano il più importante programma di investimento nel sostegno alla crescita delle nuove società innovative in Europa. La fase due della European Tech Champions Initiative che viene illustrata ai ministri dell’Ecofin e nella quale, l’Italia gioca un ruolo di rilievo.
Vigliotti, stiamo parlando di startup?
«Parliamo della piattaforma nata con l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’Europa di far crescere le proprie imprese innovative fino a farne dei campioni tecnologici in grado di competere a livello globale. Sappiamo quale sia il divario con Stati Uniti e Asia. In particolare, è il completamento con successo della cosiddetta fase di scale up interessato dall’iniziativa. La possibilità cioè delle startup di continuare crescere. Restando in Europa».
Quali sono i numeri?
«Con la fase due della European Tech Champions Initiative puntiamo a raccogliere 15 miliardi di euro di impegni e a mobilitare fino a 80 miliardi di investimenti nell’economia europea. È una componente importante della strategia TechEU di Bei»
Cosa cambia rispetto alla prima fase?
«Ci sono grandi novità. Primo, non ci rivolgiamo più solo agli Stati membri. In ETCI 2.0, questo l’acronimo, entrano per la prima volta anche gli investitori istituzionali privati: asset manager, fondi pensione, assicurazioni e fondazioni».
Una svolta?
«Un passaggio cruciale perché il capitale pubblico da solo non basta. L’obiettivo è creare una piattaforma capace di convogliare una parte del risparmio privato europeo verso l’economia reale e verso le imprese innovative con il maggiore potenziale di crescita».
Qual è il modello di collaborazione pubblico-privato?
«I governi continueranno a investire nel fondo di fondi gestito dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI). A oggi, tutti i 27 Stati membri, tra cui l’Italia, hanno aderito alla fase due. Gli investitori privati avranno due opzioni: scegliere se partecipare direttamente al fondo oppure co-investire nelle operazioni selezionate dal fondo stesso. In questo modo si condivide una pipeline europea di investimenti già sottoposta a un rigoroso processo di selezione e due diligence. È un modello che consente di lavorare su obiettivi comuni, aumentando la massa critica disponibile per sostenere le scale-up. A questo modello l’Italia sta dando una spinta importante».
Quale?
«L’Italia è la vera novità della fase due per la risposta che arrivata dagli investitori privati italiani Il primo in assoluto a impegnare risorse nell’iniziativa è stato Azimut. Poi hanno aderito Compagnia di San Paolo e Green Arrow Capital. Complessivamente questi tre investitori rappresentano circa 500 milioni di euro del primo miliardo raccolto: un dato che dimostra come il mercato italiano stia maturando rapidamente».
Si può parlare di cambio di passo culturale?
«Credo di sì. Da tempo si parla della necessità di fare sistema e di orientare una parte maggiore del risparmio verso gli investimenti produttivi. Questa iniziativa offre finalmente uno strumento concreto per farlo.Il mercato italiano del private capital sta crescendo molto rapidamente: dal 2020 ha registrato una dinamica di crescita superiore a quella di altri grandi mercati europei. Non siamo ancora ai livelli di Francia o Germania, ma siamo in forte recupero».
Altri grandi gruppi finanziari aderiranno?
«Stiamo dialogando con numerosi investitori europei, comprese assicurazioni, fondazioni e casse di previdenza. L’interesse che riscontriamo è molto elevato. Oggi possiamo dire che la risposta italiana è stata particolarmente significativa, ma ci aspettiamo che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi si aggiungano altri soggetti».
Qual è il bilancio della fase uno?
« ETCI 1 ha raccolto 3,9 miliardi grazie al contributo di sei Stati membri, contribuendo alla nascita di 15 megafondi e sostenendo 12 unicorni europei. In Italia, sono già stati investiti oltre 470 milioni di euro.Ci sono ancora risorse disponibili e ci aspettiamo che questi volumi continuino a crescere».
10 luglio 2026, 10:03 - Aggiornata il 10 luglio 2026 , 10:03