La stessa modella dai lunghi capelli sciolti e fulvi che in Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano si riflette nelle due figure gemelle, è la Madonna china verso il pubblico protagonista de L'Annunciazione, la grande tavola realizzata per la Cattedrale di Treviso che da oggi e fino all'8 dicembre sarà esposta nella stessa sala alla Galleria Borghese, in un gioco intrigante di analogie e differenze che portano lo spettatore nel cuore dell'opera del grande artista. Due capolavori molto diversi tra loro anche se realizzati nello stesso periodo - 1514 l'uno, 1520 l'altro - che vengono ora messi a confronto in occasione dei 450 anni della morte di Tiziano. Anche alla luce del recente restauro de L'Annunciazione che ha rivelato dettagli fondamentali ed inediti a partire dall'iscrizione con firma, la committenza di Broccardo Malchiostro, l'anno 1520.
"Per prima cosa ad accomunare i due quadri è il soggetto femminile, con l'idealizzazione nella sacralità della figura", spiega la curatrice della mostra dossier Maria Giovanna Sarti.
"Ma anche l'uso dell'antico, con il bassorilievo appena rivelato che fa da sfondo al quadro di Treviso con l'immagine dello svelamento di Amore e Psiche, e il sarcofago nell'altro. Poi c'è lo stemma, che compare in entrambi i dipinti in posizione strategica, che non è consueto nelle opere di Tiziano". Il quadro commissionato appunto dal canonico Broccardo Malchiostro - che compare anche in fondo alla scena dipinta, con la figurina sparuta e inginocchiata - è la prima Annunciazione dipinta da Tiziano, e tra le prime prove di prospettiva non centrata, con le Dolomiti sullo sfondo e l'angelo che ad un'occhiata approfondita si scopre avere tre gambe. Il quadro era stato realizzato dall'artista a completamento della cappella Malchiostro della cattedrale di Treviso, dove è ancora conservato. Al momento però sono in fase di restauro gli affreschi del Pordenone nella cappella trevigiana, che raffigurano il mistero dell'incarnazione di Cristo, e per questo è stata colta l'occasione dello spostamento.
"È un'occasione unica - ha sottolineato la direttrice della Galleria Borghese Francesca Cappelletti - per mostrare appunto questo restauro esemplare e il quadro con gli elementi scoperti che lo arricchiscono. È un nuovo appuntamento, comunque, per la Galleria - ricorda Cappelletti - nell'ambito del modello espositivo del confronto tra le opere del museo e quelle provenienti da altre istituzioni, inaugurato nel 2022 proprio nel segno del maestro veneto con Tiziano. Dialoghi di natura e di amore, che metteva in relazione la Ninfa e Pastore del Kunsthistoriches Museum di Vienna".
Tra le scoperte dell'ultimo restauro anche il talamo di velluto verde nascosto dietro le mura, che raffigura la verginità di Maria anche questo in qualche modo in dialogo con l'altro dipinto, Amor Sacro e Amor Profano che fu realizzato in occasione del matrimonio del veneziano Niccolò Aurelio e Laura Bigarotto, suo è infatti lo stemma che compare, in una declinazione delle forme d'amore a dir poco poetica.
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