Alla disfatta della sua Juventus ha assistito dalla tribuna, causa squalifica. Luciano Spalletti è scuro in volto, preoccupato, una sconfitta del genere (3-0 per la Lazio) non se l'aspettava, così come la pioggia di fischi dello Stadium: «Molti atteggiamenti non mi sono piaciuti — ha esordito a Sky —. Ho visto una squadra senza ritmo, senza idee e senza corsa. Siamo stati anche fragili nelle reazioni dopo aver perso i duelli». Poi la frecciatina più importante: «Quello che conta è il carattere, l'importante è farla vedere una reazione e non abbandonarsi agli eventi. Il futuro ce lo giochiamo con la nostra volontà. Ci sono giovani oggi che lottano e altri che alla prima spallata si lasciano cadere per terra. Fa sempre parte del carattere di una persona».
Con chi ce l'aveva Spalletti? In tanti hanno deluso, da Conceiçao (con cui c'era già stata tensione dopo la partita di Vigo in Europa League) ad Alajbegovic, che ha toccato pochissimi palloni ed è stato sostituito già all'intervallo: «Ho tentato di cambiare, oggi c'erano sei calciatori nuovi ma siamo stati lenti di gambe e di testa — ha continuato Spalletti — la Juventus è stata inferiore all'avversario, difficile dare spiegazioni».
E infine un invito nei confronti dei suoi giocatori che sa di momento decisivo: «Voglio condivisione, voglio coinvolgerli e voglio averci un buon rapporto come ho sempre fatto. Ora dovrò anche andare ad auto analizzare questo rapporto con la squadra».
18 ottobre 2026, 23:36 - Aggiornata il 18 ottobre 2026 , 23:39