Carlitos è il mio Godot. Io lo aspetto, convinto sinceramente che solo con i due di nuovo in coppia — Sinner da una parte, Alcaraz dall’altra, sempre che il suo infortunio non si dimostri troppo serio, ma mi auguro davvero di no — il tennis sarà di nuovo un confronto aperto, il duello che tutti desiderano. Ora non lo è e non potrebbe esserlo. Vincendo il suo secondo Wimbledon Sinner ha dimostrato di essere troppo forte per tutti. Ha respinto Zverev che nel frattempo ha vinto Parigi e si è portato al secondo posto della classifica. Ed è la decima sconfitta consecutiva che somministra al tedesco. Lo sport, non solo il tennis, ha bisogno di confronti aspri per risultare più attraente che mai.
Eppure, Zverev l’ha affrontato nel migliore dei modi, gli faccio i complimenti. Si vede che la vittoria a Parigi gli ha restituito quella fiducia che troppe sconfitte impreviste avevano dissolto. E Zverev è un signor giocatore, con i suoi colpi base più che robusti e quel servizio che alla lunga si fa sempre sentire. Ma Sinner è ancora lontano, e migliore del tedesco. Il match è stato in parità fino al 6-6 del secondo set, da lì in poi il rullo compressore dell’italiano non ha trovato più ostacoli.
Merito di molteplici aspetti. Ma alcuni colpiscono più degli altri. Il servizio di Jannik in pochi mesi è cresciuto a dismisura. Non è facile cambiarlo agli allievi più giovani, figuratevi a un tennista professionista già inserito nel circuito. Ma Sinner ci è riuscito, con l’applicazione e la voglia di migliorare che non ha eguali. Oggi il suo è un servizio pari a quello dei più grandi battitori di sempre, non soltanto perché lo dicono i numeri, ma perché il nostro Numero Uno sa sempre come trovare l’ace quando gli serve.
L’erba, conquistata due volte, è un regalo di gioventù. Le qualità dello sciatore Sinner si fanno vive quando cerca e trova l’appoggio sulla gamba esterna. Lì Jannik fa miracoli e riesce a riprendere palline quasi impossibili e a risollevare game altrimenti persi.
C’è di più… Sono quasi scandalosi i suoi margini di miglioramento. Sembra senza limiti. Ha ventiquattro anni, ne compirà presto 25, e ha un’attenzione verso la propria crescita che può solo fargli onore. Non so fin dove riuscirà ad arrivare, ma so che nei prossimi mesi lo troveremo sempre migliorato.
Infine, dopo quello che è successo a Parigi, quel blocco improvviso contro il minore dei Cerundolo, dopo i lunghi accertamenti fatti al San Raffaele, dopo i tanti dubbi che di sicuro ha avuto, con questa vittoria potrà cancellarne almeno una parte. Del resto, una vittoria a Wimbledon ha sempre qualcosa di magico. E anche stavolta è stato così.
13 lug 2026 | 07:14