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Signori in Nazionale un atto risarcitorio, anche se quei dieci anni di inferno non glieli potrà restituire nessuno

Signori in Nazionale un atto risarcitorio, anche se quei dieci anni di inferno non glieli potrà restituire nessuno

Come ha raccontato con un filo di commozione «accompagnerò i giovani nella rincorsa al loro grande sogno». Giuseppe Signori, 58 anni, torna nel calcio, capo delegazione della Nazionale Under 20, una storia non banale, il riscatto di un campione travolto dallo scandalo. In campo, negli anni Novanta, Beppe con il suo sinistro micidiale aveva fatto tremare le difese. Scatti, dribbling, gol. Tanti gol. 188 in serie A, che fanno di lui il decimo marcatore di tutti i tempi. Si mette in evidenza nel Foggia di Zeman, ma è alla Lazio che ottiene la consacrazione, vincendo per tre volte la classifica dei cannonieri. 

Nel ’94 è vicecampione del mondo con la Nazionale di Sacchi anche se passa alla storia per il rifiuto di giocare esterno la semifinale contro la Bulgaria con la conseguente esclusione dalla finale di Pasadena. Bologna, la sua ultima destinazione italiana, è diventata il suo buen retiro, ed è nella città delle due Torri che nel giugno 2011 viene arrestato dalla polizia nell’ambito di un’inchiesta sul calcio scommesse. Ci vorranno dieci anni e due sentenze, una a Piacenza e l’altra a Modena, per uscirne pulito. Assolto dalla giustizia penale «perché il fatto non sussiste». 

La Figc, che lo aveva radiato, gli concede la grazia nel 2021 per decisione dell’allora presidente Gravina. Il suo erede, Malagò, ora commissario, insieme a Claudio Ranieri, ha deciso di riprenderlo a bordo, una specie di atto risarcitorio. L’incontro decisivo proprio a Bologna, prima di Italia-Turchia. «Beppe ha voglia di rimettersi in gioco», fanno sapere da via Allegri. Nell’Under 20 ritroverà il ct Nunziata, il vice Brighi e il preparatore dei portieri Ferron, con cui ha diviso lo spogliatoio: «Tornare in azzurro è un’emozione speciale e un grande motivo di orgoglio», racconta Beppe. Anche se quei dieci anni di inferno non glieli potrà restituire nessuno.

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