Economia

Segafredo, in cinque vogliono comprare il caffè italiano: dall’inventore della «Cola» ceca al gruppo dell’Arkansas, chi sono

Segafredo, in cinque vogliono comprare il caffè italiano: dall’inventore della «Cola» ceca al gruppo dell’Arkansas, chi sono

C’è l’inventore della risposta ceca alla «Coca-Cola», il produttore di caffè e bevande dell’Arkansas, il fondo proprietario di un colosso statunitense delle acque minerali. Sono tre dei cinque pretendenti per il gruppo del caffè italiano Segafredo Zanetti. Secondo indiscrezioni, infatti, nei giorni scorsi sono arrivate le offerte per l’azienda, controllata al 65% dal fondo QuattroR e per il 35% dall’imprenditore Massimo Zanetti.

In corsa per l’operazione — gestita dagli advisor Lazard e Intesa Sanpaolo Imi Cib — ci sono due investitori industriali: la società ceca Kofola, il gruppo dell’Arkansas Westrock Coffee Company, controllato dalla famiglia Ford e quotato al Nasdaq. E tre investitori finanziari: One Rock Capital, proprietario delle acque Primo Brands, Advent, in passato controllante del produttore italiano di ingredienti Irca, e Bc Partners, titolare dei ristoranti Cigierre. Sul tavolo ci sarebbe una quota di controllo — che potrebbe arrivare al 100% — nel gruppo Massimo Zanetti Beverage (Mzb), che controlla il marchio Segafredo e che nell’affare potrebbe arrivare a un valore di impresa complessivo fino a 1,2 miliardi. Entro fine anno verranno selezionati due investitori con cui avviare un negoziato finale.

Fondata nel 1973, Massimo Zanetti Beverage è un pezzo pregiato dell’industria italiana del caffè, il secondo del Paese per fatturato dopo Lavazza e prima di Illycaffè. Conta un organico di oltre 2.800 persone, gestisce 19 torrefazioni ed è presente in 36 Paesi. Il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi per 1,3 miliardi (+27%), per il 90% generato all’estero. L’anno scorso il margine operativo lordo della società guidata da Pierluigi Tosato si è attestato a 90 milioni. Ma nei primi sei mesi del 2026 ha raggiunto i 60 milioni (+48%) su un giro d’affari di 693 milioni, segno di una redditività in aumento a dispetto della fase delicata per il mercato del caffè. A causa del clima, dei cattivi raccolti e della speculazione finanziaria, infatti, negli ultimi cinque anni il costo dell’Arabica è aumentato sensibilmente.

Alla luce di questi numeri, il fondo QuattroR considererebbe conclusa la «missione» di rilanciare il gruppo Mzb. Entrata per rafforzare la struttura patrimoniale della società appesantita dai debiti, la sgr presieduta da Flavio Valeri e guidata da Francesco Conte sarebbe pronta a cedere la sua quota, mentre l’imprenditore Massimo Zanetti deciderà se e quale partecipazione vendere a seconda dell’acquirente.

L’interesse per Segafredo Zanetti dimostra ancora una volta che il Made in Italy fa gola non solo ai consumatori di tutto il mondo, ma piace molto anche agli investitori internazionali. Stando ai dati forniti al Corriere da Kpmg, dal 2022 ad oggi circa 2.000 aziende italiane sono state acquisite da investitori esteri, gruppi industriali o fondi di private equity per un valore di 107 miliardi di euro. Fra loro brand in ascesa come Golden Goose, marchi storici ma bisognosi di rilancio come Bialetti e (presto) Giochi Preziosi), nonché aziende strategiche come Ip, Saras e Comau. La tendenza si è confermata nei primi nove mesi del 2026, durante i quali sono state 275 le imprese italiane passate in mano straniera per un controvalore di quasi 10 miliardi di euro.

14 ott 2026 | 10:39

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