In un settore vivace come quello della birra, Carlsberg Italia decide di rilanciare ancora e di differenziare la produzione puntando forte sul zero alcol. Negli ultimi dieci anni, infatti, il consumo di birra in Italia ha registrato un andamento costante ma lievemente in crescita. Il consumo pro capite è aumentato di oltre il 20%, passando da circa 30 litri nel 2014 a 36 litri nel 2025. Questo andamento dimostra chiaramente come la birra sia entrata sempre più stabilmente nelle abitudini di consumo degli italiani, evolvendo da scelta occasionale a presenza consolidata nei momenti di socialità quotidiana.
Eppure, dal 2026, Carlsberg ha ampliato il proprio portafoglio con il lancio di Tuborg Zero Lemon. «Si tratta una ricetta unica e interamente italiana sviluppata dai nostri Mastri Birrai di Induno Olona — spiega Alius Antulis, managing director di Carlsberg Italia — rafforzando ulteriormente la presenza del gruppo nel segmento delle birre a basso o nullo contenuto alcolico, che rappresenta per noi una voce molto importante. Perché risponde alle richieste di una fetta di mercato ampia e in crescita come quella giovanile. Il mercato è oggi guidato da una combinazione di premiumizzazione e cambiamento degli stili di vita dei consumatori. Da un lato, le birre premium continuano a registrare performance positive, a conferma della crescente attenzione verso qualità, gusto ed esperienza di marca. Dall’altro, le abitudini di consumo sono sempre più influenzate da temi legati al benessere, alla salute fisica e mentale e alla ricerca di esperienze sociali più consapevoli e inclusive. Questi cambiamenti non stanno sostituendo il consumo tradizionale, ma stanno ampliando le occasioni di consumo e alimentando la domanda di un’offerta birraria più diversificata e flessibile.Vogliamo consolidare il percorso di crescita di Carlsberg Italia e dei suoi marchi, rafforzandone la rilevanza nel mercato attraverso un’offerta capace di intercettare l’evoluzione dei consumi e le aspettative dei clienti».
Carlsberg Italia è attualmente il terzo produttore nazionale di birra, con oltre 1,1 milioni di ettolitri prodotti, e un portafoglio di marchi, nazionali e internazionali, apprezzati e conosciuti in tutto il mondo, come Birrificio Angelo Poretti, Tuborg, Grimbergen, 1664 Blanc, Carlsberg, Brooklyn Brewery, Kronenbourg. Con 234 milioni di euro di ricavi nel 2025, l’azienda, che ha sede a Milano e la sua sede produttiva, il Birrificio Angelo Poretti, a Induno Olona (Varese) in Valganna, conta 276 dipendenti e una presenza del 50% di donne nel board aziendale, di cui il 42% in ruoli manageriali. «Le mie priorità si possono riassumere in tre parole — specifica Antulis —: persone, crescita e territorio, con l’innovazione come fattore abilitante trasversale. Credo profondamente che il successo di un’azienda nasca dalle persone. Per questo continueremo a investire nella loro sicurezza, nella formazione e nello sviluppo delle competenze, promuovendo una cultura fondata su responsabilità, collaborazione e valorizzazione del talento. Parallelamente, vogliamo consolidare il percorso di crescita di Carlsberg Italia e dei suoi marchi, rafforzandone la rilevanza nel mercato attraverso un’offerta capace di intercettare l’evoluzione dei consumi e le aspettative dei clienti. In questo percorso, il Birrificio Angelo Poretti di Induno Olona rappresenta un asset strategico: non solo il cuore produttivo dell’azienda, ma anche un punto di riferimento per il territorio e per la filiera locale, che ci prepariamo a celebrare in occasione del 150° anniversario nel 2027».
Proprio attraverso il Birrificio Angelo Poretti, Carlsberg Italia collabora dal 2019 con Italian Hops Company, realtà modenese attiva nella coltivazione e commercializzazione di luppolo italiano. La collaborazione sostiene lo sviluppo della filiera nazionale del luppolo e ha portato all’utilizzo di varietà coltivate in Italia nelle ricette del Birrificio Angelo Poretti. «Il birrificio rappresenta un legame concreto e quotidiano con il territorio — ribadisce il managing director di Carlsberg Italia — attraverso le nostre persone, le attività produttive e le relazioni con la filiera locale. In vista del 150° anniversario nel 2027, il nostro obiettivo non è soltanto celebrare una storia straordinaria, ma valorizzare questa ricorrenza come un’opportunità per rafforzarne ulteriormente il ruolo e la rilevanza per il futuro».
L’anima di Carlsberg Italia sembra sempre di più sfaccettata: locale ma internazionale, legata alla tradizione ma orientata all’innovazione . Sarà questo l’orientamento anche con la nuova guida del lituano Altius? «Assolutamente sì. È imprescindibile il legame con una terra come l’Italia che fa del gusto per il cibo e il buon bere una priorità. A supporto di queste priorità continueremo a investire in innovazione e qualità, due leve essenziali per cogliere le opportunità offerte dai nuovi trend di mercato, dalla collocazione in fascia premium alla crescente domanda di prodotti orientati al benessere e a mo