Economia

Mps, l’ipotesi di un premio ai soci: i consigli studieranno le offerte

Mps, l’ipotesi di un premio ai soci: i consigli studieranno le offerte

Si è aperta una settima di appuntamenti rilevanti sul fronte del risiko bancario. Oggi si riunirà il cda di Banco Bpm, che farà il punto sulla proposta di aggregazione inoltrata a Monte Paschi lo scorso 6 giugno. Ma per il ceo Giuseppe Castagna sarà anche l’occasione per un’informativa ai consiglieri sul Crédit Agricole che un mese fa ha incrementato la propria partecipazione al 29,3% del capitale dell’ex popolare milanese.

Giovedì invece toccherà a Siena riunire il suo cda. L’attesa è che l’ad Luigi Lovaglio fornisca una prima valutazione sull’offerta di Intesa Sanpaolo che prevede l’assegnazione di 16 azioni ogni 10 azioni Mps, più un euro in contanti. Il corrispettivo implicito è pari a circa 10,09 per azione, per un valore complessivo di 30,6 miliardi.

La combinazione avanzata dal Banco è invece ancora tutta da costruire. Vista la corsa del titolo di Siena — Mps capitalizza quasi 35 miliardi contro i poco meno 24 dell’istituto di Piazza Meda — difficilmente potrà prendere la forma di un «merger of equals», cioè di un’aggregazione alla pari, così come Castagna e il board avevano proposto a Rocca Salimbeni.

I tempi e le condizioni di una eventuale contromossa dell’ex popolare su Monte Paschi sono dettati dal progetto stesso di Intesa Sanpaolo. E il piano alternativo dovrebbe maturare in tempi molto stretti. Entrambi gli istituti infatti dovrebbero convocare le rispettiva assemblee straordinarie entro luglio (Siena poiché in passivity rule) così da presentare agli investitori la nuova offerta parallelamente a quella di Intesa, la cui assise sarà invece chiamata a esprimersi il 10 settembre. In questo caso, per altro, basterebbero i conti trimestrali dei due istituti per fissare la data in calendario. Ma il lavoro determinante riguarda l’entità dell’eventuale offerta. Il Banco — spiegano gli analisti — dovrebbe presentarsi con un pacchetto che valorizza il Monte a circa 11,5 euro per azione, vale a dire una proposta da 35 miliardi. Quella di Intesa vale 10,9 euro tra azioni e contanti, ma è sicuramente destinata ad arrotondarsi grazie ai corsi di Borsa.

«Il Monte dei Paschi è una risorsa di grande valore del Paese e il potenziale è più di 30 miliardi», ma forse ben di più, aveva fatto sapere sabato Lovaglio. Mps inoltre deve ancora finalizzare la fusione con Mediobanca; le assemblee straordinarie non sono state ancora calendarizzate, e c’è da considerare il valore racchiuso nella quota in Generali.

Advisor fin qui hanno lavorato su tutte le ipotesi tecniche. Inclusa quella di un dividendo straordinario da offrire agli azionisti post fusione. Le risorse per questa operazione potrebbero arrivare dalle riserve tecniche del Monte post-fusione — nel caso in cui il 13,2% di Generali, in portafoglio a Mps attraverso Mediobanca — passasse in capo a Bpm Vita che già possiede il Danish compromise: in questo modo si libererebbe nuova liquidità al servizio di un’extra cedola. Ma potrebbe non bastare. Bisognerà poi vedere come si muoveranno gli altri attori sulla plancia del risiko. Secondo indiscrezioni, Palazzo Chigi al momento non ha intenzione di vendere il suo 4,8% in Mps. Unicredit invece, dopo il fronte tedesco, potrebbe rientrare in gioco in Italia proprio lavorando sulle alchimie della sua quota nel Leone (circa 10%).

14 lug 2026 | 07:39

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