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Mondiali 2026, Spagna campione, il gol di Ferran Torres stende l'Argentina ai supplementari. Trump consegna la Coppa, Messi in lacrime

Mondiali 2026, Spagna campione, il gol di Ferran Torres stende l'Argentina ai supplementari. Trump consegna la Coppa, Messi in lacrime

Cubarsi miglior giovane, Unai Simon miglior portiere e Rodri Mvp

A fine partita Paredes perde la testa e scatena una rissa, poi placata da Scaloni

(Paolo Tomaselli, inviato a New York) Alle cinque della sera l’infallibile Spagna conquista la sua quinta finale su cinque, unica nella storia a non sbagliare mai un colpo. E da campione d’Europa come nel 2010, si porta a casa anche il secondo Mondiale

La vittoria arriva ai supplementari, in cima a una partita caliente per il sole a picco e per le provocazioni di un’Argentina con un uomo in meno per l’ultima mezz’ora (espulso Enzo Fernandez) ma soprattutto senza idee e gambe dopo il percorso in salita fatto per arrivare fin qui. L’ultima danza di Messi è un ballo lento e senza ritmo, mentre Lamine Yamal e i suoi fratelli si scatenano per una vittoria meritata, ma complessa fino all’ultimo perché l’Argentina cerca il colpo di coda. E per questo ancora più significativa: il gol decisivo all’inizio del secondo supplementare è una stoccata di sinistro di Ferran Torres, uomo simbolo della gestione di De la Fuente, che lo ha allenato nelle giovanili da quando aveva 15 anni.

Del resto l’argentino Valdano campione con Maradona nel 1986 l’aveva detto: «La Spagna ha fatto del suo stile una scuola». E la lezione è lunga e articolata, perché l’Argentina non è mai pericolosa, mentre Dibu Martinez è il migliore in campo. De la Fuente dopo le 7 vittorie su 7 all’Europeo, qui sfodera la miglior difesa del torneo, con appena un gol subito dal Belgio, e alla fine il gol lo trova sempre: la regola della Super Roja, dove la vera stella è il gruppo.

La Spagna si presenta con 7 titolari su 11 della finale di Berlino 2024, mentre l’Argentina ne ha 8 su 11 di Qatar 2022: dire che la Roja sia una squadra che gioca guardando verso il futuro e l’Argentina verso il passato, è un dato di fatto che però nel presente vuol dire poco. L’andamento della finale è quello previsto: la Spagna tiene il pallone, mentre la squadra di Scaloni rafforza la difesa a destra con Montiel e cerca il contropiede con Gonzalez. In un primo tempo lento e noioso le occasioni migliori arrivano all’inizio: Dibu para su Yamal, mentre subito dopo è Simon a fermare di piede Messi lanciato in ripartenza.

Ogni volta che la Spagna accelera sulle fasce, soprattutto quella di Pedro Porro (in gran forma) e Lamine Yamal (mai al top), l’Argentina usa le maniere spicce, per non dire pesanti: Mac Allister su Olmo e Tagliafico su Yamal meritano il giallo, ma Vincic lascia fare. La prima ammonizione arriva dopo 40’ per Lisandro Martinez che stende malamente Oyarzabal e poco dopo si fa male, lasciando il posto al vecchio Otamendi, 38 anni: un duro colpo per la solidità della Scaloneta, nella quale però anche Messi fa il lavoro da mediano se serve.

La Spagna ha il controllo del centrocampo, dominato da Rodri. E Scaloni dopo l’intervallo dai 26 minuti di intervallo ripristina l’assetto base, inserendo Paredes, che però dopo pochi minuti si fa già ammonire per una spinta a Oyarzabal. Appena la Spagna accelera, pur senza esagerare, l’Argentina comincia a lasciare spifferi, perché Dani Olmo ricama palloni sulla trequarti per gli inserimenti dei compagni, anche se Fabian perde l’attimo buono, con un triangolo di troppo, un vezzo che la Spagna deve limitare, per essere più incisiva. Montiel — l’uomo dell’ultimo rigore in Qatar — fa una grande chiusura, poi lascia a Molina, più veloce.
De la Fuente cambia due pedine chiave, con due titolari aggiunti come Ferran per Oyarzabal e Pedri per Fabian. 

E la sua squadra sale di tono, con Dibu in difficoltà su un tiro non difficile di Olmo e poi più composto su colpo di testa di Ferran. Il livello delle parate dell’eroe di Doha sale, come l’intensità della Spagna: Yamal batte un colpo, ma né Cubarsì da fuori, né Laporta di testa hanno l’istinto killer. Quello ce l’ha Dibu, perché spegne come sigarette nel posacenere anche una punizione di Yamal e un tiro di Williams. Ma pure Enzo Fernandez, che già ammonito fa un fallo brutto su Cubarsì e viene espulso. Nico va anche in gol a inizio supplementari, ma Vincic annulla per una spinta di Merino che pare veniale. Ferran Torres invece non perdona. E dire che in Spagna lo chiamavano «Erran», per i suoi sbagli. Ma da oggi è un’altra vita.

Le pagelle della finale dei Mondiali: De la Fuente insegue la bellezza, tra possesso palla e tiri: non sempre riesce, ma il suo è un lavorone «mondiale»; a Scaloni orgoglio e resistenza non bastano: la sua squadra è stanca, svuotata, senza forze, a fine corsa. Perché non mettere Lautaro?

​Ecco tutti i voti e i giudizi

Altra super occasione per l'Argentina: corner di Messi verso il primo palo, Medina sfiora e la palla arriva sul dischetto dove Simeone con il destro di prima intenzione manda sopra la traversa, colpendo completamente sbilanciato.

L'Argentina sfiora il pareggio clamoroso: gran lavoro di Simeone da destra, Merino salva sulla linea di porta mettendo in angolo. 

Raddoppio di Ferran Torres lanciato in contropiede, ma viene segnalato un fuorigioco davvero millimetrico. Bravo l'assistente dell'arbitro. 

Cross profondo dalla destra di Pedro Porro per Nico Williams, che fa da sponda di testa verso il centro: sul pallone arriva Ferran Torres e di destro scarica sotto la traversa.

Proteste per una spallata di Cucurella alla schiena di Simeone. 

Nico Williams prova a servire Merino, l'uomo della provvidenza. Il colpo di testa finisce però a lato.

Senesi per Alvarez. Lautaro rimarrà quindi in panchina anche per gli eventuali rigori.

Ci prova Yamal, cerca il golazo, ma la palla termina a lato. 

Rodri e Laporte lasciano il posto a Zubimendi ed E. Garcia. 

Merino da distanza ravvicinata spara su Emiliano Martinez, e forse commette fallo su Otamendi. Nico Williams arriva e segna, ma l'arbitro fa segno che il gioco era fermo. 

Intervento davvero prodigioso di Martinez, con lo spagnolo che gli aveva girato a rete il cross di Yamal da distanza ravvicinata. 

Riprende la partita con il primo tempo supplementare.

Su una punizione interessante dai 24 metri, Yamal con un tiro a giro manda sul primo palo. Dibu Martinez vola e manda in angolo. Poi fischio finale, si va ai supplementari. 

Cucurella prova a segnalare all'arbitro che Messi parla coprendosi la bocca. Intanto, Argentina in 10 uomini a 90 secondi dai supplementari. 

Nico Williams si lancia in contropiede, Dibu Martinez para con i pugni. Subito dopo secondo giallo per Enzo Fernandez, in netto ritardo su Cubarsi, espulso. 

Blocco di Laporte su Messi, metà Argentina invoca l'ammonizione. Vincic inamovibile. 

come nel primo tempo. 

Botta da fuori di Rodri che termina altissima. 

Merino lo imbecca, Ferran Torres in area gira di destro ma non trova la porta.

Fallo su Rodri. Terzo ammonito del match, tutti dell'Argentina. 

Sale in cattedra Nico Williams che arriva al cross: Laporte di testa non riesce a dare forza.

Ora la Spagna colleziona calci d'angolo. 

Ci prova di nuovo Rodri, Martinez non ha problemi a bloccare. Più complicata la conclusione successiva di Cubarsi, di nuovo incerto l'estremo difensore. 

De La Duente toglie dal campo Dani Olmo e Baena. 

Ultimo slot per l'Argentina, salvo supplementari. Già cinque i giocatori cambiati da Scaloni. 

Ferran Torres, appena entrato, sul cross di Yamal colpisce di testa, ma manda troppo centrale: Martinez blocca sicuro.

Sugli sviluppi Paredes riesce a deviare di testa nell'altro angolo su una conclusione pericolosa. 

Destro dello spagnolo, per la prima volta il portiere perde il controllo del pallone che finisce in angolo. 

Oyarzabal e Fabian Ruiz cedono il posto a Ferran Torres e Pedri.

Yamal cerca una combinazione su una punizione dalla trequarti, ma non succede nulla. 

Terzo cambio dell'Argentina, e secondo slot utilizzato. 

Dani Olmo va via a destra e prova a servire Cucurella: providenziale la chiusura di Montiel. 

Oyarzabal e Fabian Ruiz in contropiede cincischiano troppo in area. Ma la Spagna era potenzialmente molto pericolosa.

Fallo di Paredes su Rodri a centrocampo. Vincic non ammonisce, ma si accende una piccola baruffa, l'argentino spinge Dani Olmo e, a quel punto, lo sloveno estrae il giallo per il nuovo entrato. 

Paredes sul fronte opposto conquista però un corner, fermato da Laporte.

Paredes perde subito palla, Baena riceve al limite dell'area ma non ne approfitta. Unai Simon blocca senza problemi.

Paredes ha preso il posto di Nico Gonzalez. L'intervallo è durato 27'30". 

Seconda sostituzione per l'Argentina. Le squadre stanno tornando in campo. 

L'ultima esibizione è quella di Shakira, che con il suo inno "Dai, dai" conclude l'half time show cantando insieme a un gruppo di bambini. Nel coro si intravedono anche Chris Martin, il cantante dei Coldplay che ha prodotto lo show, e Justin Bieber. 

Una parata di star questo half time. Dopo i BTS, arrivano i protagonisti di Ted Lasso e poi entra Justin Bieber che suona la sua "Everything Hallelujah" solo con chitarre e voce.

La musica poi arriva da un'orchestra in cui si riconoscono i famosi pupazzi Muppets. E non è una musica qualunque, soprattutto per i tifosi italiani, perché si tratta di Seven Nation Army, che nel 2006 divenne l'inno non ufficiale dell'ultima vittoria mondiale degli Azzurri.

Nell'esibizione di Madonna si vedono due facce conosciute per agli amanti del calcio: le due stelle del Brasile Ronaldo e Ronaldinho.

Si parte con la regina del pop, Madonna, che canta una delle sue hit più famose degli anni Duemila. "Music". 

(Enrica Roddolo) «Nervoso» ma con «molta speranza». E’ il sentiment di re Felipe VI che segue con la famiglia reale al completo, ci sono la regina Letizia e anche le due figlie l’erede Leonor e la infanta Sofia, che ha parlato con la tv spagnola prima della finale. «Una finale spettacolare tra due Paesi fratelli – ha detto il re di Spagna – Sarà un grande spettacolo». (Qui l'articolo completo). 

Sarà extra long, e con l'half time show

Prende il posto di Lisandro Martinez.

Sinistro in diagonale di Cucurella che finisce un metro e mezzo a lato, alla sinistra del Dibu. Intanto, resta a terra dolorante Lisandro Martinez, e il portiere chiede la sostituzione per il compagno. 

Ammonito Lisandro Martinez per fallo su Oyarzabal. Fallo più tattico che pericoloso. Per la cronaca, l'argentino era diffidato. 

Botta di sinistro di Oyarzabal dal limite,  imbeccato da Dani Olmo: «il «Dibu» Martinez para a terra in posa plastica, ma non è stato un intervento difficile

Tackle pulito di Montiel su Cucurella, l'Argentina può provare a ripartire.

Scambio Cucurella-Laporte sulla sinistra, Aymeric tenta il cross ma viene segnalato fuorigioco. 

Porro rischia di farsi sorprendere da De Paul al momento del retropassaggio, la difesa spagnola riesce a evitare.

Si riprende a giocare

Scatta l'ormai abituale hydration break

Oyarzabal esita in area davanti al Dibu, ma non c'era fuorigioco. 

Questa volta è l'Argentina a protestare, dopo un intervento in ritardo di Dani Olmo su Enzo Fernandez. Vincic lascia comunque correre.

Primo affondo dell'Argentina con una palla leggermente troppo lunga verso Nico gonzalez in area.

Mac Allister stende Dani Olmo sulla trequarti, panchina spagnola in piedi per invocare almeno l'ammonizione. 

La Coppa del Mondo adesso è in tribuna, tra Gianni Infantino e Donald Trump. 

Sul fronte opposto Unai Simon esce fino alla trequarti per anticipare Messi, lanciato verso l'area.

Riesce a triangolare in area con Dani Olmo, poi Lisandro Martinez tocca il pallone appena ma il Dibu Martinez c'è e para. 

Montiel stende Baena che invoca un cartellino giallo. Vincic lascia correre

Calcio d'inizio, finalmente parla il pallone. 


SPAGNA (4-2-3-1): Unai Simon; Pedro Porro, Cubarsí, Laporte, Cucurella; Rodri, Fabian Ruiz; Lamine Yamal, Dani Olmo, Baena; Oyarzabal.
ARGENTINA (4-4-2): E.Martinez; Montiel, Romero, Lisandro Martinez, Tagliafico; De Paul, Enzo Fernandez, Mac Allister, Nico Gonzalez; Messi, Alvarez.

Canta Maria Becerra

La esegue una banda di ottoni. 

Lo sloveno Vincic guida Spagna e Argentina verso il centrocampo. Adesso gli inni nazionali, poi ci sarà il calcio d'inizio. E, almeno fino all'intervallo, lo spettacolo sarà solo sportivo. 

Il tennista Carlos Alcaraz, gli ex campioni del mondo Mario Kempes, Andres Iniesta e la modella e attrice coreana HoYeon Jung portano la Coppa nella famosa valigia Louis Vuitton.

«Desire», cantata vestiti in blu. Tuta Adidas, ma con paillettes, per Robbie. 

Canta Jennifer Hudson, una versione molto particolare, di bianco vestita a ricordare Miss Liberty, forse. 

Sorrisi spagnoli nel prepartita

Con lui Melania. Li accoglie, naturalmente, il presidente fifa Gianni Infantino. 

A bordo di uno di questi, il «Marine One», dovrebbe esserci il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Oltre a Laura Pausini ci saranno Tony Winner, la cantante delle Pussycat Dolls Nicole Scherzinger, la stella britannica Robbie Williams, e l'apparizione speciale di Tom Cruise (ambasciatore tra l'altro delle Olimpiadi di Los Angeles 2028).  Jennifer Hudson, invece, eseguirà l'Inno nazionale americano. 

Lo speaker urla nello stadio: «New York e New Jersey, LO SENTITE? Riuscite ad aASSAPORARLO?»

Il quattro volte candidato all'Oscar è un grande tifoso delle Furie Rosse. 

Ora il riscaldamento delle due squadre, poi la seconda parte della cerimonia. 

Che fa anche un duetto con Malone (che espone la maglietta con la scritta «Spero solo che le due squadre si divertano»)

L'influencer amico di Cristiano Ronaldo. 

Street dance, ispirazione ai graffiti per dare il via all'opera di oggi. Ballerini e musicisti si esibiscono su un pallone a centrocampo, circondato dagli iconici monumenti della Grande Mela. 

È lo sloveno Slavko Vincic

Mancano 90' al calcio d'inizio

​Luis de la Fuente conferma la stessa formazione che ha battuto la Francia, tre novità invece nell'Albiceleste con Montiel terzino destro, il ritorno di De Paul e la novità Nico Gonzalez a spese di Molina, Paredes e Giuliano Simeone.
Queste le formazioni:
SPAGNA (4-2-3-1): Unai Simon; Pedro Porro, Cubarsí, Laporte, Cucurella; Rodri, Fabian Ruiz; Lamine Yamal, Dani Olmo, Baena; Oyarzabal.
ARGENTINA (4-4-2): E.Martinez; Montiel, Romero, Lisandro Martinez, Tagliafico; De Paul, Enzo Fernandez, Mac Allister, Nico Gonzalez; Messi, Alvarez.

(Salvatore Riggio) L’headliner musicale designato per infiammare lo stadio prima della partita sarà Post Malone. Accanto a lui ci sarà anche lo streamer IShowSpeed. Lo spettacolo d’apertura ospiterà, inoltre, una nostra grande artista: Laura Pausini si esibirà insieme a Robbie Williams e Nicole Scherzinger sulle note di Desire, l’inno della Fifa uscito nel 2025. Pausini ha espresso il suo orgoglio per questa opportunità, sottolineando come la musica e lo sport parlino un linguaggio universale capace di unire le persone attraverso la passione. Tutto quello che c'è da sapere sulla cerimonia di apertura e sull'half time show

Uno scatto a circa un'ora dal via delle cerimonie. 

Numerosi i vip già presenti, tra questi la sciatrice Lindsay Vonn e l'ex stella spagnola Carles Puyol.

La Fifa annuncerà un fatturato record di 15 miliardi di dollari dopo i Mondiali, superando significativamente gli obiettivi prefissati prima del torneo. Lo riferisce il Guardian, secondo cui le federazioni affiliate alla Fifa ieri sono state informate dell'aumento delle entrate da Gianni Infantino. Inizialmente, l'organo di governo aveva previsto un incasso di 11 miliardi di dollari. Fonti interne hanno indicato che l'ospitalità e la vendita dei biglietti, soprattutto attraverso il mercato secondario, caratterizzato da prezzi elevati, rappresentano una parte significativa di questo incremento. La Fifa trattiene il 15% dall'acquirente e un altro 15% dal venditore sul mercato secondario.
È probabile che le federazioni calcistiche beneficeranno dell'aumento del budget destinato ai Mondiali, sebbene i dettagli debbano ancora essere definiti. La situazione finanziaria rappresenterà un vantaggio per Infantino, che la percepirà come un ulteriore rafforzamento della sua posizione dopo un mese costellato di polemiche negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

L’attesa è finita: stasera alle ore 21 si gioca Spagna e Argentina che andrà in scena al New York New Jersey Stadium di East Rutherford, l’impianto noto come MetLife Stadium. Ma oltre al verdetto del campo l’evento promette di passare alla storia per una vera e propria rivoluzione dello spettacolo, ribattezzata per l’occasione «Fifa World Cup XXL». La Federazione internazionale ha predisposto un gigantesco show ricco di celebrità che trasformerà la finale in una manifestazione dalle dimensioni colossali, molto vicina allo stile del Super Bowl. QUI i dettagli

NEW YORK  (Massimiliano Nerozzi) Già alle otto del mattino (le 14 italiane) sugli sterminati piazzali davanti al MetLife Stadium, sede della finale dei Mondiali, c’erano lunghe code per i controlli di sicurezza cui sono sottoposte le centinaia di dipendenti impiegati nei servizi dell’impianto oltre ai primi giornalisti e cameraman e, dubito dopo, tutti i tifosi. Alla sfida tra Spagna e Argentina, in programma alle 15 locali (le 21 in Italia), è stato infatti assegnato il codice «Sear Level 1» (Special event assessment rating), il grado di sicurezza più alta in assoluto negli Stati Uniti. Soprattutto per la presenza di Donald Trump, motivo per il quale tutte le strade attorno all’arena saranno chiuse al traffico entro mezzogiorno. Leggi il servizio completo del nostro inviato.  

Se è vero che ognuno, al momento della morte, si vede passare davanti tutta la propria vita, allora nel momento se possibile ancora più doloroso della morte sportiva – oggi pomeriggio nel New Jersey, stasera in Italia -, al fischio conclusivo dell’ultima battaglia, quella con la sua Argentina contro la Spagna, davanti ai suoi occhi passeranno decine di immagini. Comunque andrà a finire. Mentre i compagni lo abbracceranno, Lamine Yamal gli stringerà la mano, gli inchas piangeranno di tristezza o di gioia, lo stadio gli tributerà un lungo applauso, persino Trump che ricevendolo alla Casa Bianca era rimasto seduto si alzerà in piedi, allora Lionel Andrés Messi Cuccittini, il più forte calciatore di sempre, rivedrà tutto. QUI il racconto completo di Aldo Cazzullo

L'ex difensore sarà in telecronaca su Rai 1 per l'atto finale del Mondiale e ha parlato in esclusiva sul Corriere: «Quando urlo sono spontaneo, non seguo nessun copione: penso al destino e mi commuovo. Non posso piacere a tutti». QUI l'intervista integrale di Paolo Tomaselli

Così il fenomeno su Instagram: «La parte migliore di tutti questi anni non sono mai stati solo i titoli, ma il percorso stesso: condividere la quotidianità con questo gruppo, competere insieme, rialzarci nei momenti difficili e goderci ogni singolo passo.

Grazie a ciascuna delle mie compagne di squadra, allo staff tecnico e a tutti coloro che lavorano ogni giorno per far sì che questa nazionale rimanga una famiglia.

Qualunque cosa accada, questo gruppo ha già scritto una storia che non dimenticheremo mai e che nessuno potrà cancellare»

Al MetLife Stadium in New Jersey si assegna la Coppa del Mondo: da una parte Lamine Yamal, dall'altra Lionel Messi

19 luglio 2026 ( modifica il 20 luglio 2026 | 01:27)

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