(di Massimiliano Nerozzi, inviato ad Atlanta) Peggio della mano de Dios, del cartellino rosso di Beckham, dell’eliminazione ai rigori dei Mondiali ’98, delle tragedie di Shakespeare: l’Inghilterra, impazzita per il vantaggio in apertura di ripresa, s’è fatta raggiungere da un golazo di Enzo Fernandez e, nel secondo minuto di recupero, dalla cabeza di Lautaro Martinez (su due inneschi di Messi...). Pandemonio per l’Argentina che è ormai la Nazionale che visse due volte, anzi tre, quattro, cinque — agli sgoccioli dei supplementari con Capo Verde e Svizzera, dall’85’ al 92’ ieri sera — e che domenica a New York si giocherà la sua seconda finale consecutiva, contro la Spagna. Puntando alla «Cuarta estrella», come cantava alla fine tutto il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta. Con un finale così, Hitchcock rischia la figura del principiante.
Dopodiché, Tuchel ha commesso il peccato (letale) di chiudersi sotto assedio, come ai tempi di Re Riccardo. E di Robin Hood anche: «Era stato come rubare a un ladro: non era un crimine, ma un sollievo», disse Maradona dopo la manina dell’Azteca. Solo che qui è stata una rimonta epocale, o un suicidio tattico, dipende dai punti di vista. Il primo tempo è una battaglia travestita da sport, e senza fair play, a partire dal loggione: gli argentini («chi non salta è un inglese») oscurano l’inno di Sua Maestà e, va da sé, dall’altra parte fanno lo stesso. Avevano fatto lo stesso con «Sweet Caroline», da anni l’inno inglese. Giocare qui dentro è come toccare un filo teso del destino, tra i libri di storia e i prati di pallone. Non va meglio sul campo, dove l’avvio dell’Argentina è una versione deluxe del Paraguay: calcetti qui e cazzotti là. Ismail Elfath non fa una piega e sembra sempre sul crinale di perder di mano la partita. In fondo, avevano sibilato i tabloid «è l’arbitro amico di Leo» o, comunque, portafortuna: quattro partite arbitrate in Mls, quattro vittorie. Per l’occasione, con l’innesto di Giuliano Simeone tra i titolari (invece di De Paul), Scaloni cercava di dare più ampiezza alla manovra, consegnando a Molina quasi le mansioni di terzo centrale, pronto a prendere i tagli di Bellingham. Garantendosi comunque la superiorità numerica a centrocampo, con un tre contro due. Morale, nessuno riesce a prendere in mano l’inerzia della partita pure perché Gordon va a strappi, Rogers punge meno di Saka e «Hey» Jude è lontanissimo dalle ultime due partite monstre. Ne esce una prima metà orribile, con il possesso palla in bilico — 55 per cento Argentina, una notizia — e pericolosità ridotta ai minimi termini. In compenso, clima da saloon: 19 falli fischiati alla pausa (12 della Seleccion), 26 al gong. S’allunga la lista di missing in action: compreso Harry Kane, il perdente di successo, uno che s’è portato a casa troppi pochi bersagli (due campionati e due coppe in Germania) per i colpi che ha sparato (442 gol in 647 partite).
La ripresa inizia come la campanella di fine intervallo: rubata di Alvarez a Spence, botta sul primo palo e manona di Pickford. È il primo tiro in porta dopo 48 minuti. Arriva il primo anche di UK, che fa centro, su azione che più british non di può: cross di Rogers per Gordon, che brucia Molina. Da lì, i Maestri rischiano, andando nell’ultimo banco, nella difesa impossibile dei trenta metri: come gli era capitato solo contro il Messico, ma lì erano 10 contro 11. Difatti, ci vuole un riflesso da fotocellula di Pickford, sulla zuccata ravvicinata di Nico Gonzalez. Tempo di barricate: fuori Gordon, dentro Konsa e cinta di mura a cinque. Mah, molto mah. Due pali di Mac Allister (uno è un gol sbagliato), tra la sventola di Enzino e la goduria di Lautaro. Sembra di sentire ancora la leggendaria telecronaca di Victor Gugo Morales, dell’86: «Barrilete cósmico… ¿De qué planeta viniste?», aquilone cosmico da quale pianeta sei venuto?
Lautaro segna e non riesce a trattenere l'emozione
Esplode la gioia dell'Albiceleste: con una rimonta incredibile conquista la finale
Messi recupera palla, cross di destro e Lautaro di testa segna il vantaggio. Incredibile rimonta
L'esultanza della squadra argentina
Gran tiro di Enzo Fernandez da fuori area. Messi batte corto l'angolo, dopo uno scambio serve il centrocampista del Chelsea che calcia: palla all'angolino e pareggio dell'Argentina
10 minuti per Lautaro
Argentina ancora pericolosa grazie a un traversone dalla destra. Questa volta è Mac Allister a colpire. Il centrocampista tutto solo prende il palo
Cross di Messi, Nico Gonzalez di testa a colpo sicuro: super riflesso di Pickford
Lancio di Kane, la palla arriva a Rogers, cross che attraversa tutta l'area: Gordon anticipa Molina sul secondo palo
Romero trattiene Bellingham in ripartenza: fallo tattico e ammonizione
Doppia occasione di Julian Alvarez sugli sviluppi della stessa azione. Dalla destra prova il tiro, la prima volta viene respinto in area, la seconda in angolo
Alta la tensione tra le due squadre
Finisce il primo tempo. Tanta intensità, ma nessuna vera occasione
Seconda ammonizione della partita: giallo per Lisandro che trattiene Rogers
Grande botta da fuori di Enzo, sfiora la traversa
Doppio fallo su Messi, i compagni arrivano a proteggerlo: ancora scintille tra le due squadre. Giallo per Anderson
James ci prova su punizione da posizione defilata, respinta del Dibu Martinez
Prima pausa della partita
L'Inghilterra si fa vedere nella trequarti avversaria. Rogers premia la sovrapposizione di James, l'esterno del Chelsea prova il cross rasoterra, ma il Dibu raccoglie facilmente
Partita intensa e cattiva fin dai primi minuti
Rogers prova a sfondare sulla destra, il suo cross viene respinto in angolo
Animi accesi. Dopo un fallo sale la tensione, Bellingham e Paredes vanno testa a testa
Squadre in campo: si decide la seconda finalista
Squadre in campo per gli inni nazionali
L'Inghilterra si affida al suo attaccante e capitano Harry Kane
Leo Messi guida l'Argentina. Albiceleste in campo per il riscaldamento
Nell'Argentina Lautaro inizia dalla panchina, Alvarez titolare. Giuliano Simeone prende il posto di De Paul. Fra gli inglesi in attacco Rogers viene preferito sia a Saka sia a Madueke nel tridente dietro a Kane.
INGHILTERRA (4-2-3-1): Pickford; James, Guehi, Stones, Spence; Rice, Anderson; Rogers, Bellingham, Gordon; Kane. All. Tuchel
ARGENTINA (4-4-2): E. Martinez; Molina, Romero, Li. Martinez, Tagliafico; Simeone, Fernandez, Paredes, Mac Allister; Messi, Alvarez. All. Scaloni
Oggi scopriremo chi affronterà la Spagna per la finale di questo Mondiale. Due squadre per un sogno. Da una parte c'è l'Inghilterra che vuole riscrivere la sua storia: solo una volta ha giocato (e vinto) una finale Mondiale. Sono passati esattamente 60 anni. Dall'altra c'è l'Argentina, che invece l'ultima finale l'ha giocata e vinta nell'ultima edizione della Coppa del Mondo quattro anni fa. La squadra di Tuchel arriva dalla vittoria contro la Norvegia, conquistata ai supplementari grazie a Bellingham. L'Albiceleste, invece, ha superato sempre ai supplementari la Svizzera.
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