Mango accelera in Italia e sceglie Catania per inaugurare la nuova fase di espansione insieme a Coin. Apre in via Etnea il primo negozio del marchio spagnolo all’interno dei grandi magazzini italiani: circa mille metri quadrati distribuiti su due piani, con le collezioni Donna, Uomo e Bambini.
È la prima realizzazione concreta della partnership annunciata a giugno, che prevede l’apertura di 22 punti vendita Mango all’interno di alcuni department store Coin entro la fine del 2027.
Ogni spazio avrà un ingresso dedicato e vetrine proprie, con un format che punta a riprodurre l’esperienza di un negozio autonomo. Dopo Catania, nel corso del 2026 sono previste le aperture di Roma, Firenze e Bari, mentre nel 2027 il progetto si estenderà anche a città del Nord come Genova, Como e Trieste, rafforzando la presenza in Sicilia e Sardegna.
«L’Italia (dove Mango è presente dal 2001, ndr) è uno dei principali mercati internazionali di Mango e nel 2025 abbiamo registrato una crescita del fatturato del 30% rispetto all’anno precedente. È un risultato di cui sono particolarmente orgoglioso, perché lavoro in questa azienda da 19 anni e ho avuto l’opportunità di crescere insieme al mercato italiano», spiega Felice Carbone, International Retail Director Italia di Mango.
Quali sono le prospettive di crescita in Italia?
«Abbiamo una grande forza nella varietà dell’offerta. La linea donna resta il nostro cavallo di battaglia, ma stiamo investendo molto anche sull’uomo e sul bambino. Vogliamo continuare a crescere attraverso diversi modelli di business: i negozi diretti, le partnership come quella con Coin e il franchising, soprattutto nel Centro-Sud, dove abbiamo ancora margini di sviluppo».
Che cosa rappresenta l’accordo con Coin?
«È un’opportunità importante per entrare in modo più capillare nel tessuto commerciale italiano. La collaborazione non nasce oggi: avevamo iniziato intorno al 2010 con una formula wholesale e piccoli corner all’interno dei negozi Coin. In pochi anni Mango è diventata una delle principali linee Donna della loro offerta. Ora passiamo a un progetto più ambizioso, con spazi che vanno da circa 400 a 1.500 metri quadrati e che ci consentono di proporre tutte le nostre linee. Per Coin è un’occasione per modernizzare l’offerta e valorizzare i punti vendita attraverso la ristrutturazione degli spazi. È un progetto win-win».
Quante aperture sono previste tra la fine di quest’anno e il 2027?
«Dopo Catania arriveranno Roma, Firenze e Bari. Nel complesso, entro la fine del 2026 prevediamo quasi 30 nuove aperture in Italia, considerando sia il progetto Coin sia la nostra rete diretta. Per il 2027 stimiamo un’altra trentina di negozi, anche se alcuni progetti sono ancora in fase di definizione. Continueremo a sviluppare la presenza nelle città più importanti e a lavorare con i partner in franchising, in particolare in Sicilia, Calabria e nel resto del Centro-Sud. Vogliamo inoltre rafforzare la linea uomo con nuovi negozi dedicati».
Le aperture comporteranno nuove assunzioni?
«Assolutamente sì. Per le aperture previste nei prossimi mesi abbiamo già circa un centinaio di posizioni da coprire. Il negozio di Catania, per esempio, crea 25 nuovi posti di lavoro».
Mango continua a investire nei negozi fisici mentre molti concorrenti puntano sull’e-commerce. Perché questa scelta?
«Per noi non può esistere un canale online forte senza una presenza fisica importante. I negozi sono il luogo privilegiato di relazione tra il brand e i clienti e rappresentano la nostra migliore pubblicità. Negli ultimi anni abbiamo aperto circa 500 punti vendita a livello globale, ma non si tratta soltanto di aumentare il numero dei negozi: investiamo anche nella ristrutturazione e nel miglioramento di quelli esistenti. In un momento in cui alcuni operatori sono in difficoltà e chiudono punti vendita, noi continuiamo a credere nelle prospettive del mercato. Sono orgoglioso del progetto che abbiamo costruito in Italia e della fiducia che il gruppo ripone nel nostro Paese».
Quanto investe Mango in Italia?
«A livello globale abbiamo destinato circa 225-230 milioni di euro alle aperture. Nel piano strategico 2024-2026 l’Italia è stata tra i mercati con il maggiore volume di investimenti, insieme a Regno Unito, Francia e Stati Uniti. Una parte importante degli investimenti passati e futuri del gruppo è rivolta al nostro Paese».
Quali sono i risultati più recenti del gruppo?
«Abbiamo chiuso il 2025 con un fatturato globale record di 3,8 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto al 2024. Nel primo semestre del 2026 i ricavi hanno raggiunto 1,852 miliardi, con un aumento del 7,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Abbiamo realizzato 127 aperture e 37 ristrutturazioni. Il canale online cresce a doppia cifra e rappresenta circa il 32% del business. Il nostro obiettivo è chiudere il piano strategico attuale con ricavi pari a 4 miliardi di euro, mentre stiamo già lavorando al nuovo piano 2026-2029».
In Italia uno dei principali obiettivi è lo sviluppo della linea uomo. Che risultati state ottenendo?
«È un segmento sul quale l’azienda punta molto. Nonostante abbiamo meno negozi uomo rispetto ad altri mercati, l’Italia è già il terzo Paese per questa linea. Quando abbiamo cominciato a introdurla nei nostri punti vendita, la risposta è stata molto positiva: nei flagship può rappresentare il 30-35% dell’offerta. Stanno funzionando bene anche i negozi dedicati, come quelli aperti a Bologna, a Roma Termini e in corso Buenos Aires a Milano, ai quali si è aggiunto un punto vendita in Porta Romana. Stiamo valutando altre aperture».
È previsto anche l’arrivo in Italia dei negozi Mango Home?
«Non abbiamo ancora una data. Abbiamo aperto i primi negozi in Spagna e vogliamo testare il modello prima di estenderlo ad altri mercati. L’Italia è tra i Paesi che consideriamo più interessanti per questa linea, già disponibile online. Vogliamo però procedere con un’espansione disciplinata e consolidare il modello prima di passare ai negozi fisici».
In un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni commerciali e incertezza, come riuscite a continuare a crescere?
«La nostra forza è la presenza in oltre 120 mercati. Siamo organizzati per affrontare dinamiche internazionali complesse e, quando alcune aree attraversano una fase difficile, altre possono compensare. La diversificazione geografica, insieme alla struttura centrale e ai team locali, ci permette di reagire meglio ai cambiamenti. Circa l’80% del fatturato del gruppo viene generato fuori dalla Spagna. L’Italia rientra nella top 10 dei mercati internazionali e si distingue anche per produttività e redditività».
Quali saranno le priorità per l’Italia nei prossimi anni?
«Consolidare la linea Donna, continuare a investire nell’uomo e sviluppare le altre linee, a partire da Kids. Vogliamo essere presenti in nuove città e ampliare la rete attraverso diversi modelli di business, dai negozi diretti alle partnership e al franchising. L’Italia ha un ruolo importante nella strategia del gruppo e abbiamo grande fiducia nelle prospettive del mercato».
15 ottobre 2026, 12:58 - Aggiornata il 15 ottobre 2026 , 12:59