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Lo striscione a San Siro per ricordare Sofia: «Tifavamo insieme l'Inter e ci abbracciavamo dopo ogni gol. Allo stadio era felice»

Lo striscione a San Siro per ricordare Sofia: «Tifavamo insieme l'Inter e ci abbracciavamo dopo ogni gol. Allo stadio era felice»

L’ultima partita a San Siro di Sofia è stata Inter-Verona, 6 gennaio 2024: «Ricordo ogni secondo di quella sfida. Il gol di Lautaro, il pari di Henry, Frattesi che segna e si arrampica sulla transenna. Poi il rigore sbagliato dall’attaccante gialloblù addirittura al 100’. Al fischio finale, io e Sofia ci siamo stretti in un abbraccio fortissimo. I nerazzurri erano campioni d’inverno». Alessio Filippone ha la voce rotta dall’emozione, sospira, per lui rivivere quei momenti è uno strazio. È il compagno della madre di Sofia Barberi, 22 anni, morta lo scorso giugno in un incidente stradale a Ceriale: in provincia di Savona. Sabato per Inter-Parma è tornato allo stadio con un enorme striscione “Per Sempre Sofia” esposto nel secondo anello rosso, settore 238: «Il mio posto era il 26, giorno del compleanno di Sofia. Accanto a me c’era un sediolino vuoto. È stato come averla accanto». Alessio è tornato a San Siro per la prima volta senza Sofia: insieme condividevano la passione per l’Inter. «Non dimenticherò mai il suo sguardo sorpreso alla nostra prima partita allo stadio. Eravamo in curva, lei non ci credeva. Inter-Juventus 2-1, settembre 2016, aveva 12 anni. Intonavamo i cori, esultavamo, mi abbracciava dopo ogni gol. Come padre e figlia, anche se lei non è mia figlia di sangue. Era felice perché vedeva me felice».

Sofia Barberi era a bordo del suo scooter insieme all’amica Emma quando nella notte tra il 19 e il 20 giugno scorso è stata travolta da una Fiat 500 guidata da una coetanea. A bordo dell’auto c’era anche un ragazzo che ha ripreso la scena con lo smartphone ironizzando sull’accaduto. Emma è sopravvissuta all’incidente, le è stata amputata parte di una gamba. Insieme alla famiglia di Sofia sarà parte della fondazione che sta nascendo in ricordo della ragazza scomparsa: «Abbiamo lanciato una raccolta fondi, il nostro obiettivo è creare una realtà stabile che lavori soprattutto con i giovani, attraverso progetti di educazione, prevenzione e sensibilizzazione. Viviamo un dolore enorme, che nessuno dovrebbe mai affrontare. Sofia non va dimenticata, la sicurezza stradale è un tema serio. Vogliamo anche educare al rispetto, alla responsabilità e alla consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni online. Ecco perché abbiamo scelto di portare lo striscione a San Siro».

Alessio Filippone ha seguito Inter-Parma con una maglia speciale in ricordo di Sofia, insieme a lui c’era anche il fidanzato della ragazza, Skerdi, e suo cugino Alessio. A fine gara hanno voluto regalare quelle t-shirt ad alcuni tifosi: «Ci hanno mostrato vicinanza, a loro ho detto: “Non sarà la divisa di Lautaro, ma per noi vale molto di più”. Erano felicissimi». Alessio e Sofia seguivano l’Inter ogni weekend, anche dal divano di casa: «Mi chiedeva in continuazione come stesse andando la stagione, chi giocava, chi era infortunato. Nella sua stanza è rimasto tutto allo stesso posto, pure la sciarpa nerazzurra. Lei era gelosa delle sue cose. Nessuno di noi ha il coraggio di aprire quella porta. In casa nulla è più lo stesso senza, c’è un vuoto enorme».

Lo striscione “Per sempre Sofia” sarà esposto al campo sportivo di Ceriale, ne è già pronto un altro che Alessio e tutta la famiglia vogliono portare in giro per gli stadi. Al seguito dell’Inter, come quel 6 gennaio 2024: «Non ci fermeremo. L’idea della fondazione è promuovere incontri, campagne e progetti rivolti ai giovani, alle scuole, alle famiglie e alla comunità. Vogliamo sensibilizzare i ragazzi sul tema della sicurezza stradale. Anche supportare chi vive tragedie come la nostra. Riuscire ad aiutare anche solo una persona sarebbe un enorme traguardo. Dobbiamo pensare a chi c’è, la nostra Sofia non tornerà mai più». 

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