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L'Italia aspetta Guardiola, che ci pensa. Malagò: «I soldi? Per Pep un'eccezione». Mancini e Pirlo ogni giorno più nervosi

L'Italia aspetta Guardiola, che ci pensa. Malagò: «I soldi? Per Pep un'eccezione». Mancini e Pirlo ogni giorno più nervosi

L’Italia aspetta Pep. Per quanto? «Per il c.t. potrebbe servire qualche altro giorno», fa sapere Giovanni Malagò. I tempi continuano ad allungarsi, ma il sogno è grande: provare a convincere Guardiola a sedersi sulla panchina della Nazionale. «Ci sono aspetti legati al budget, sul breve-medio periodo c’è da stringere la cinghia, ma ci sono delle eccezioni come Guardiola, anche se non è detto che vada in porto. In ogni caso, è stato giusto aprire un dialogo e tenerlo vivo. Non è una mancanza di rispetto nei confronti degli altri candidati con cui i confronti sono già partiti», l’ammissione del presidente federale nell’anteprima dell’intervista concessa a Vivavoce, in collaborazione tra Chora, Will e Cronache di spogliatoio.

Il nome dell’allenatore più forte e intrigante del mondo occupa i pensieri del mondo del calcio in maniera trasversale. Ieri è uscito anche dai colloqui con i presidenti delle tre Leghe, Simonelli, Bedin e Marani, che insieme a Malagò hanno incontrato Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, per un vertice sulla sicurezza negli stadi. E successivamente anche in quello che lo stesso Malagò ha avuto con Calcagno e Ulivieri, le componenti tecniche. Maldini e Leonardo, nel blitz a Barcellona, non hanno ricevuto un no secco. E questo, viste le intenzioni di Pep di rimanere un anno fermo e dedicarsi alla famiglia, è già una piccola vittoria. C’è una speranza, quanto concreta è difficile da stabilire. Tornare sulle proprie decisioni non è facile.

Guardiola è la vera scelta condivisa. Mancini e Pirlo, le alternative, sono in attesa, ogni giorno più nervosi. Non è un mistero che Maldini preferisca il campione del mondo 2006 che lui avrebbe portato al Milan. Mancini, invece, è il pupillo di Malagò che aveva pensato al ritorno del ct campione d’Europa prima ancora di essere eletto. I due stasera si vedranno sul Lungotevere nella finale della sessantaduesima Coppa Canottieri di calcetto. Giocano nella stessa squadra e Mancio spero di farlo anche in azzurro.

«Ma la corsa non va ristretta a questi tre», racconta ancora il presidente federale. La Lega di serie A spera che si possa tornare su Conte e chissà se domani ribadirà la propria posizione nel vertice milanese con la triade azzurra.

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