La manovra sarà di 23,5 miliardi. È questa la cornice finanziaria disegnata dal Documento programmatico di Bilancio che il governo ha inviato questa notte a Bruxelles. Un testo stringato – 44 pagine – e in qualche modo provvisorio, come si legge nelle premesse: «La definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio di prossima presentazione al Parlamento terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia», quella che autorizza 14,4 miliardi di euro di spesa in deficit nel 2027 per interventi sui capitoli difesa ed energia, e che sarà alla base del finanziamento della prossima legge di Bilancio. Altre fonti di finanziamento, si legge nel documento, saranno «misure a carico del settore finanziario e in materia di giochi». Ci sarà quindi il prelievo a carico di banche e assicurazioni, chiesto con forza dalla Lega e che sarà di circa 5 miliardi di euro. Se poi la commissione europea concederà ulteriori margini di flessibilità sulla spesa come chiesto dal governo italiano, in particolare per tener conto dell’impennata dell’inflazione, il valore della manovra potrà anche aumentare.
Il governo pone «al centro della politica di bilancio la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti». A famiglie e welfare saranno destinati circa 5 miliardi e alle imprese 3,5. La manovra punta inoltre al «finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, quale leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese. In tale ambito, gli interventi in materia di sicurezza energetica saranno orientati al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici».
Gli interventi destinati alle imprese «saranno volti a rafforzare la competitività del sistema produttivo nonché al sostegno ai prezzi dell’energia elettrica per quota parte dei consumi, alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici attraverso, in particolare, maggiori contributi agli investimenti per impianti fotovoltaici, per la promozione del biometano e per la riconversione di impianti a biogas esistenti».
Secondo lo scenario programmatico, le maggiori risorse mobilitate rispetto al quadro tendenziale porteranno la crescita del Pil reale allo 0,8% nel 2027 e allo 0,9 nel 2028, rispetto allo 0,6 e allo 0,8 per cento previsti nello scenario tendenziale.
15 ottobre 2026, 10:01 - Aggiornata il 15 ottobre 2026 , 10:04