Se è un sogno non svegliateli. I laghée incantano l’Europa e, dopo aver già battuto il Lipsia all’esordio in Champions, annientano l’iconico Manchester United trascinati da un monumentale Nico Paz. «Ni-co Ni-co» inneggia la curva del Como a fine partita per celebrare il campione argentino autore di due gol e di un assist a Douvikas, mentre di Jacobo Ramon è l’ultimo sigillo dei cumasch. «È la notte più bella della mia carriera, non la dimenticherò mai. È più di quello che ho sempre sognato» dice sudato e felice il bimbo argentino, dopo essere stato celebrato in mezzo al campo da tutta la squadra chiusa in cerchio.
La banda di Fabregas non si fa prendere dal timore reverenziale nei confronti della nobile decaduta del calcio inglese e impartisce una lectio magistralis a coloro che un tempo facevano paura al mondo come Red Devils. Altro che diavoli rossi: gli assatanati in campo erano i comaschi passati in vantaggio dopo due soli minuti grazie a un’azione magnifica impostata da Couto, proseguita da Da Cunha e terminata con un sinistro a giro da Nico Paz, imprendibile per il bolso Maguire. In tribuna resta ammutolita la bandiera dello United, Ryan Giggs, e gli attori protagonisti dei Peaky Blinders, i fratelli Joe e Finn Cole.
Paz manda fuori giri Mazraoui e Cunha, diventa il padrone della fascia destra, serve nella ripresa a Douvikas l’assist del raddoppio (nota a margine: il greco ridicolizza De Ligt, il difensore più pagato della storia della Juventus con 85 milioni). Poi, per completare la notte magica, si fa beffe di Baleba e realizza il 3-0. Sono i suoi primi gol in Champions con la maglia del Como: in passato aveva sì segnato una volta quando era a Madrid, contro il Napoli. «Dobbiamo continuare così senza pensare a dove possiamo arrivare, anzi giocando come se ogni gara fosse l’ultima» racconta Nico. C’è tempo ancora per il timbro di Ramon e la rete indolore in pieno recupero di Zirkzee: se questo è l’attaccante che mezza serie A ha inseguito l’estate scorsa non ci siamo persi molto.
«Abbiamo vissuto una notte speciale ma dobbiamo restare umili» predica Fabregas, diviso fra il desiderio di festa e l’esigenza di riportare tutti con i piedi per terra. Va detto che l’approccio alla gara studiato da Cesc («non preparo la partita ricordando la storia del Manchester, altrimenti ci avvicineremmo con paura» ha detto alla vigilia) si è rivelato vincente. «La maggior parte dei miei ragazzi aveva un’esperienza europea di 1-2 partite. Voliamo bassi perché ora arriva la partita più difficile con il Sassuolo».
Il campionato è lontano, il Como ha sogni più grandi. Anche quello di passare il turno. Tutto è possibile, nel nome di Cesc. «Qui ho carta bianca? Devi guadagnartela, nessuno ti regala niente». E dire che fino al maggio di due anni fa il Como era in B. Ora è la seconda squadra italiana a battere il maledetto United con tre gol di scarto (l’altra è il Milan). Buio su Manchester. Carrick a testa bassa: «Non so cosa accadrà».
21 ottobre 2026, 20:38 - Aggiornata il 21 ottobre 2026 , 23:05