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Ciclismo su pista, Ganna e Milan travolti dalla Danimarca. Solo le azzurre salvano l’Italia ai Mondiali di Shanghai

Ciclismo su pista, Ganna e Milan travolti dalla Danimarca. Solo le azzurre salvano l’Italia ai Mondiali di Shanghai

Lo spirito di sacrificio dei nostri bravissimi corridori non basta più: senza idee, investimenti, senza un solo velodromo coperto dove allenarsi il ciclismo azzurro su pista deve dimenticarsi i fasti di del quadriennio 2020-2024 e ripartire da zero. Approdati giovedì mattina alla finale dell'inseguimento a squadre maschile dei Mondiali di Shanghai, gli eroi di Tokyo 2021 Filippo Ganna, Jonathan Milan e Francesco Lamon a cui si è aggiunto il giovane trentino Alessio Magagnoli sono stati duramente puniti dal quartetto danese che ha addirittura sfiorato il doppiaggio: 3’40”865 contro 3’45”596 senza mai la possibilità di entrare in gara.
L’analisi è semplice: Ganna e Milan sono affermati stradisti, reduci da una stagione lunga e dura e che ormai si dedicano occasionalmente alla pista, Lamon, 32 anni, corre ormai solo tra i dilettanti, Magagnoli un ottimo talento che deve crescere. 

Mentre i danesi sono professionisti della pista supportati da un team scientifico di alto livello, noi dobbiamo arrangiarci con il poco che abbiamo e, senza cambi di rotta, rischiando che la pista possa andare a fondo come ha già fatto la strada.
A dare un po’ di speranza alla spedizione azzurra, l’ingresso nella finalissima del quartetto delle ragazze che hanno stabilito il nuovo primato nazionale 4’06”771 battendo la Germania in semifinale. Nel pomeriggio di giovedì le nostre Elisa Balsamo, Martina Alzini, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini sfideranno la favoritissima Gran Bretagna.

15 ott 2026 | 12:45

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