Economia

Bonus mamme 2026 al via: chi ne ha diritto e come fare domanda per l’aiuto da 720 euro all’anno

Bonus mamme 2026 al via: chi ne ha diritto e come fare domanda per l’aiuto da 720 euro all’anno

Parte il Bonus Mamme per l’anno 2026 e sale di 20 euro al mese rispetto al 2025 (articolo 1, comma 207, Legge di Bilancio 2026). Come scrive l’Inps nella circolare numero 106, pubblicata il 16 ottobre, la misura  «riconosce, per l’anno 2026, un’integrazione al reddito in favore delle lavoratrici madri con due o più figli». Il beneficio è di «60 euro al mese (erano 40 euro l’anno scorso, ndr.) per ciascun mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività di lavoro autonomo, nel rispetto dei requisiti, fino a un massimo di dodici mensilità». Il massimo annuo è quindi di 720 euro.  Il sostegno è rivolto alle lavoratrici dipendenti  e autonome, sia del settore privato sia del pubblico,  con almeno due figli e un reddito da lavoro fino a 40 mila euro. Il diritto decade quando il figlio minore compie dieci anni. Le madri di tre figli possono avere il bonus solo se sono assunte come dipendenti con un contratto a termine o lavoratrici autonome. Sarà la prossima Legge di Bilancio a determinare norme e requisiti per il 2027.

Il bonus verrà versato direttamente dall’Inps, con erogazione cumulativa a dicembre per tutto il 2026. Per riceverlo, è necessario presentare una domanda: il servizio sarà disponibile probabilmente da fine ottobre, la data sarà comunicata dall’Inps in un secondo momento («La data di apertura del servizio per la presentazione delle domande sarà comunicata
dall’Istituto con successivo messaggio», è scritto nella circolare del 16 ottobre).  La richiesta si potrà presentare dal portale dell’Inps, accessibile con l’identità digitale (spid, cie), oppure attraverso i patronati e il contact center multicanale (numero verde 803164, gratuito da rete fissa, o 06/164164 da rete mobile a pagamento). 

Vediamo in dettaglio i requisiti. «Per accedere al Nuovo bonus mamme - dice la circolare dell’Inps - è necessario che la somma dei redditi da lavoro, autonomo o dipendente, rilevanti ai fini del calcolo delle imposte per l’anno 2026 sia pari o inferiore a 40.000 euro annui». Le lavoratrici devono essere madri con due figli (compresi i figli adottati o in affidamento preadottivo) di cui il più piccolo di età inferiore a dieci anni, o madri con tre o più figli (compresi i figli adottati o in affidamento preadottivo) di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anni. Per la verifica del limite di reddito pari a 40.000 euro annui «si tiene conto della somma di tutti i redditi da lavoro percepiti dalla madre lavoratrice in relazione alle attività lavorative svolte, compresi quelli esenti da imposizione fiscale o assoggettati a regimi di tassazione sostitutiva o agevolata. Tali redditi sono considerati al lordo di eventuali franchigie o riduzioni percentuali previste ai fini fiscali. Rilevano altresì i redditi equiparati o sostitutivi della retribuzione percepiti durante la vigenza del rapporto di lavoro, quali, a titolo esemplificativo, le indennità per congedo di maternità, di malattia o di congedo straordinario, trattamenti di integrazione salariale. Non rilevano, invece, le prestazioni connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, quali Naspi, Dis-Coll e i trattamenti pensionistici, comprese le pensioni ai superstiti. Per le lavoratrici dipendenti, il reddito è considerato al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore di lavoro; non sono invece deducibili gli eventuali contributi previdenziali facoltativi, inclusi quelli versati per riscatti o ricongiunzioni».

L’anno scorso, dicono le statistiche dell’Inps riportate dal Sole 24 Ore, hanno ricevuto il Bonus mamme 659.098 donne, pari al 6% delle lavoratrici occupate, concentrate per la maggior parte in Lombardia (111.161). Il Bonus Mamme 2026  si aggiunge allo sgravio contributivo da tremila euro all’anno, per il periodo 2024-2026, per le donne con un contratto da lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, che abbiano almeno tre figli. In questo caso il beneficio, che  viene versato in busta paga direttamente dal datore di lavoro, nel 2025 ha coinvolto179.169 donne (l’1,7% delle occupate). 

Di seguito, sei esempi di applicazione del Nuovo bonus mamme, così come sono riportati nella circolare Inps, che segnala anche come «il requisito relativo al numero dei figli appartenenti al nucleo familiare della lavoratrice deve sussistere alla data del primo gennaio 2026 o si deve perfezionare entro il 31 dicembre 2026».
1)  La lavoratrice alla data del primo gennaio 2026 è madre di due figli. La lavoratrice ha diritto al Nuovo bonus mamme dal mese di gennaio 2026 se lavoratrice autonoma o lavoratrice dipendente con contratto a tempo determinato o indeterminato. Il figlio più piccolo compie il decimo anno di età il 15 settembre 2026. Il Nuovo bonus mamme spetta dal mese di gennaio 2026 al mese di settembre 2026. 
2) La lavoratrice alla data del primo gennaio 2026 è madre di tre figli. La lavoratrice ha diritto al Nuovo bonus mamme dal mese di gennaio 2026 se titolare di un rapporto di lavoro a tempo determinato o lavoratrice autonoma. Il figlio più piccolo compie il diciottesimo anno di età il 10 novembre 2026. Il Nuovo bonus mamme spetta dal mese di gennaio 2026 al mese di novembre 2026.
3) La lavoratrice, alla data del primo gennaio 2026, è madre di un figlio ed è in corso la gravidanza del secondo figlio. La nascita del secondo figlio avviene il 20 aprile 2026. La lavoratrice ha diritto al Nuovo bonus mamme dal mese di aprile 2026 al mese di dicembre 2026 indipendentemente dalla natura, a tempo determinato o indeterminato, del rapporto di lavoro;
4) La lavoratrice alla data del primo gennaio 2026 è madre di due figli e titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato. La lavoratrice ha diritto al Nuovo bonus mamme dal mese di gennaio 2026. Nel mese di settembre 2026 nasce il terzo figlio; a decorrere dal medesimo mese di settembre il beneficio non spetta più, in quanto la lavoratrice è titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Resta ferma, ove ne ricorrano i requisiti, l'applicazione dell'esonero della quota dei contributi IVS a carico della lavoratrice fino al 31 dicembre 2026, ai sensi dell'articolo 1, comma 180, della legge n. 213/2023
5) La lavoratrice alla data del primo gennaio 2026 è madre di tre figli di cui il più piccolo ha otto anni ed è titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. La lavoratrice non ha diritto al Nuovo bonus mamme, ma può accedere, ove ne ricorrano i requisiti, all’esonero totale dei contributi previdenziali IVS per la quota a suo carico fino al 31 dicembre 2026, previsto dall’articolo 1, comma 180, della legge n. 213/2023;
6) La lavoratrice alla data del primo gennaio 2026 è madre di tre figli di cui il più piccolo ha cinque anni ed è titolare di un contratto a tempo determinato; nel mese di luglio 2026, il contratto di lavoro viene trasformato a tempo indeterminato. Il Nuovo bonus mamme spetta dal mese di gennaio 2026 al mese di giugno 2026. A decorrere dal mese di luglio 2026 la lavoratrice può accedere, ove ne ricorrano i requisiti, all’esonero totale dei contributi IVS per la quota a suo carico fino al 31 dicembre 2026, di cui all’articolo 1, comma 180, della legge n. 213/2023.

19 ottobre 2026, 14:36 - Aggiornata il 19 ottobre 2026 , 14:36

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