Economia

Banche Ue, Bruxelles prepara la riforma: meno vincoli, fusioni più facili e stretta sui titoli di Stato

Banche Ue, Bruxelles prepara la riforma: meno vincoli, fusioni più facili e stretta sui titoli di Stato

La Commissione europea mette sul tavolo una revisione delle regole che governano il settore bancario dell'Unione. La bozza della comunicazione sulla competitività del mercato bancario unico, attesa oggi 17 luglio all'esame del Collegio dei commissari e visionata dall'Ansa, delinea una strategia che punta a rendere le banche europee più competitive, favorire le fusioni transfrontaliere e ridurre alcuni vincoli regolamentari, seguendo una strada già imboccata da Stati Uniti e Regno Unito. Le proposte legislative vere e proprie arriveranno entro il primo trimestre del 2027.

L'obiettivo non è smantellare il sistema di vigilanza costruito dopo la crisi finanziaria del 2008, ma correggere quelle che Bruxelles considera duplicazioni, complessità e ostacoli che continuano a frammentare il mercato bancario europeo. L'idea di fondo è che, una volta rafforzata la solidità del settore, sia arrivato il momento di intervenire anche sulla sua competitività, così da consentire alle banche europee di finanziare con maggiore efficacia gli investimenti necessari per la crescita, la transizione energetica, l'innovazione e la difesa.

Tra le misure più significative contenute nella bozza figura l'eliminazione dei requisiti patrimoniali di secondo pilastro collegati al coefficiente di leva (leverage ratio). Non verrebbe abolito il Pillar 2, che continuerà a consentire alla Banca centrale europea di imporre capitale aggiuntivo in presenza di rischi specifici, ma soltanto una sua componente.

Secondo la bozza, l'obiettivo è passare da un sistema fortemente orientato a limitare i rischi a uno che favorisca un'assunzione di rischi «responsabile e misurata», senza compromettere la resilienza costruita negli ultimi quindici anni.

Il cuore della strategia riguarda però il mercato unico. Bruxelles vuole consentire ai grandi gruppi di gestire con maggiore libertà capitale e liquidità tra capogruppo e controllate nei diversi Paesi dell'Unione, riducendo i vincoli che oggi limitano l'integrazione del mercato.

La bozza richiama una stima della Banca centrale europea secondo cui un allentamento di questi vincoli potrebbe rendere disponibili circa 230 miliardi di euro di attività liquide di alta qualità già presenti nei bilanci delle banche. Non si tratta di nuove risorse, ma di liquidità che potrebbe essere redistribuita con maggiore efficienza all'interno dei gruppi, sostenendo il credito dove necessario.

La Commissione punta inoltre a contrastare gli ostacoli nazionali che frenano il consolidamento del settore. Il documento afferma che interventi «ingiustificati» da parte degli Stati membri possono ostacolare le fusioni transfrontaliere e prospetta il ricorso agli strumenti di enforcement qualora vengano violati i principi della libera circolazione dei capitali, dei servizi o della libertà di stabilimento.

La revisione dovrebbe interessare anche altri capitoli della regolamentazione bancaria. La bozza prevede modifiche ad alcuni aspetti dell'output floor introdotto dagli accordi di Basilea, interventi sui requisiti Mrel e misure per agevolare il credito alle piccole e medie imprese prive di rating, ai mutui e agli investimenti nelle infrastrutture e nell'energia. Per gli istituti di minori dimensioni l'obiettivo è invece ridurre gli adempimenti amministrativi.

Resta aperto uno dei dossier più delicati, soprattutto per i Paesi con un elevato debito pubblico: quello delle esposizioni ai titoli di Stato. La Commissione annuncia l'intenzione di affrontare il tema dell'eccessiva concentrazione di debito sovrano nei portafogli bancari, senza indicare però quali strumenti intenda utilizzare, se limiti quantitativi, requisiti patrimoniali aggiuntivi o incentivi alla diversificazione.

La bozza interviene anche sul terzo pilastro dell'Unione bancaria. Bruxelles propone di superare il progetto dell'Edis, il sistema europeo di assicurazione dei depositi fermo dal 2015, con un nuovo meccanismo destinato a fornire liquidità ai fondi nazionali di garanzia in caso di crisi, senza arrivare a una piena mutualizzazione dei rischi tra gli Stati membri.

La comunicazione rappresenta il primo passo di un percorso destinato a proseguire nei prossimi mesi. Le misure contenute nella bozza dovranno infatti tradursi in proposte legislative, che la Commissione prevede di presentare entro il primo trimestre del 2027. Per Bruxelles il messaggio è chiaro: dopo anni in cui la priorità è stata rafforzare la stabilità del sistema bancario, è arrivato il momento di affiancare a quell'obiettivo anche la competitività del mercato unico europeo.

17 luglio 2026, 12:00 - Aggiornata il 17 luglio 2026 , 12:05

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