Economia

Banca del Mezzogiorno (ex PopBari), l’esclusiva al Credem: e per la Cassa di Orvieto c’è Banco Desio

Banca del Mezzogiorno (ex PopBari), l’esclusiva al Credem: e per la Cassa di Orvieto c’è Banco Desio

Saranno gli istituti del Nord Italia ad assicurarsi la Banca del Mezzogiorno (BdM) e la Cassa di risparmio di Orvieto (Cro). Ieri il Mediocredito Centrale, affiancato dall’advisor Vitale, ha concesso al gruppo Credem (con i legali di Chiomenti e l’advisor BofA) l’esclusiva per negoziare l’acquisto di una partecipazione di maggioranza dell’ex Popolare di Bari, salvata sei anni fa con un intervento del valore di 1,6 miliardi, dei quali oltre uno erogato dal Fondo Interbancario. Nello stesso tempo, ha selezionato il Banco di Desio e della Brianza per trattare in esclusiva l’acquisto dell’istituto di Orvieto.

Un’eventuale operazione di acquisizione — ha scritto ieri il Credem — permetterebbe all’istituto di Reggio Emilia di «valorizzarne le importanti professionalità e il presidio territoriale, fortemente radicato in regioni quali Abruzzo e Basilicata, dove Credem non è attualmente presente in modo significativo, e in Campania e Puglia, dove l’operazione darebbe vita a un player bancario di riferimento per il Sud Italia, con quote di mercato comprese tra l’8% e il 12%». La banca della famiglia Maramotti si è aggiudicata l’esclusiva negoziale sulla base di un’offerta superiore ai 500 milioni ma anche grazie alle ampie garanzie date al Mediocredito Centrale, anche sull’utilizzo delle perdite fiscali, sull’occupazione e in merito al sostegno dei clienti e all’economia del territorio.

Il consolidamento in atto ha spinto la banca emiliana a procedere rapidamente verso BdM e i suoi 220 sportelli che saranno cruciali per distribuire i suoi prodotti. Se verrà perfezionata, l’acquisizione concluderà anche la vicenda della realtà del Mezzogiorno che è stata uno dei casi più clamorosi di crisi bancaria della stagione che va dal 2014 al 2020.
Sono quindi rimasti fuori dalla partita sulle due banche sia il Crédit Agricole sia Unicredit, gli altri concorrenti che fin dall’inizio erano scesi in campo. Anche se l’istituto guidato dal ceo Andrea Orcel si sarebbe detto interessato più a eventuali sportelli che rimanessero al di fuori del perimetro. «L’operazione, ove perfezionata, sarebbe coerente con gli obiettivi strategici del gruppo Banco Desio — ha spiegato una nota dell’istituto — di rafforzamento della propria presenza territoriale e di crescita sostenibile, con particolare attenzione alla creazione di valore per gli azionisti e tutti gli stakeholder di Banco Desio e della Cro».

14 ottobre 2026, 10:06 - Aggiornata il 14 ottobre 2026 , 10:07

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