Parte da Papa Leone e dall’enciclica Magnifica Humanitas per affrontare il tema più urgente, l’intelligenza artificiale: «La questione decisiva è in quale direzione venga orientata». Ed è in «questo spazio» che si colloca «il ruolo di un regolatore indipendente». Nella sua relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Agcom - l’autorità garante delle comunicazioni- Giacomo Lasorella, sottolinea più volte il compito «umano» per governare l’intelligenza artificiale perché «il volto di chi la progetta e la utilizza resti riconoscibile, umano, responsabile».
È il nodo costante di tutto il suo intervento e lo ribadisce ricordando che ormai la fruizione digitale dell’informazione prevale rispetto a quella tradizionale e però più che una maggiore quantità di informazione è necessario «salvaguardare la qualità» e con l’ia anche il pluralismo informativo in rete, «premessa indispensabile per la tenuta della sfera pubblica e del confronto democratico». Diventa perciò necessaria «la tutela e libera corretta formazione dell’opinione del cittadino elettore in relazione alla trasparenza delle scelte algoritmiche e delle relative fonti di finanziamento». In questo quadro, il ruolo dell’Agcom, dice Lasorella, è «contribuire alla costruzione di un nuovo contratto sociale-digitale per la nuova era, capace di valorizzare i benefici della tecnologia, ma senza rinunciare a governare i rischi».
Per quanto riguarda l’analisi dei media, la tv resta il leader del settore tradizionale con il 74,1% delle risorse totali della pubblicità, mentre l’editoria quotidiana e periodica scende sotto il 21%. Rai, Sky e Mediaset detengono il 67% del mercato (26,6%, 22% e 18,5%) ma avanzano le piattaforme - Netflix, Dazn, Amazon e Disney - che pesano per il 23,3% del totale. Web sempre più forte anche nel sistema integrato con Alphabet/Google subito dietro alla Rai con l’11,8% e Meta/Facebook al quinto posto con l’8%. Cresce la pubblicità online: +12,2% e supera i 7 miliardi di euro; sui media tradizionali è pari a 5 miliardi.
Crollano i quotidiani: -9,3% rispetto ad un anno fa con la diffusione delle copie cartacee arrivata a 1,2 milioni, un decimo rispetto a al 2000. La pubblicità è scesa del 5,7% e i ricavi dalla vendita dei quotidiani cartacei e online dell’8,7%, del 23,6% quella dalla vendita dei collaterali.
Nella sua attività regolatoria dei servizi online, l’Agcom ha bloccato 50.900 domini (Fqdn) e 6.657 indirizzi ip che diffondevano illecitamente eventi in diretta. Ce n’è anche per gli influencer che dal 2025 sono regolati: l’Autorità proseguirà con i controlli anche «con riferimento alle campagne elettorali».
14 lug 2026 | 19:06