Economia

Sciopero generale, la Cisl contro la Cgil: «Iniziativa che rischia di essere ideologica»

Sciopero generale, la Cisl contro la Cgil: «Iniziativa che rischia di essere ideologica»

Dopo l’annuncio lanciato qualche giorno fa dal segretario della Cgil, Maurizio Landini, di uno sciopero generale per venerdì 20 novembre, sul sito della confederazione sono state pubblicate oggi le motivazioni della protesta. 

In contemporanea, l’altro grande sindacato italiano, la Cisl, ha diffuso le conclusioni della riunione del Consiglio generale: la contrapposizione non potrebbe essere più netta. La confederazione guidata da Daniela Fumarola boccia l’iniziativa della Cgil di uno sciopero prima di conoscere i contenuti della manovra di bilancio (che dovrebbe essere approvata dal governo la prossima settimana). 

Lo scontro non è nuovo: negli ultimi anni la Cisl non ha mai partecipato agli scioperi generali della Cgil o della Cgil e Uil. Ma questa volta si inserisce in un contesto diverso, con le piazze messe a ferro e fuoco da gruppi giovanili e mentre la campagna elettorale per le politiche è di fatto già lanciata. Del resto, Landini non fa mistero di inseguire un «cambiamento del modello sociale ed economico» mentre la Cisl vuole mantenere un profilo più strettamente sindacale. Ma andiamo con ordine.

La Cgil, si legge sul sito del sindacato guidato da Landini, «proclama uno sciopero generale nazionale per il giorno 20 novembre 2026 con le seguenti motivazioni: «Riteniamo inaccettabile la condizione sociale nella quale lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, studentesse e studenti, donne e giovani si trovano ad affrontare l’ennesima emergenza dovuta al peso dell’inflazione sul costo della vita. Il carovita derivante dall’aumento dei prezzi dei beni energetici non ha avuto alcuna risposta efficace dalle politiche del governo». 

Più avanti si ribadisce la condanna della «decisione di aumentare le spese per il riarmo» a scapito del «finanziamento di salute, istruzione, politiche sociali». Si criticano le «scelte in campo fiscale, che hanno aumentato iniquità e disuguaglianze» e si chiede «la piena rivalutazione delle pensioni» e «un confronto vero sulla legge di bilancio». 

Infine, la Cgil ritiene «improcrastinabile una risposta alle nuove generazioni, sia sul fronte del diritto allo studio sia sul contrasto alla precarietà del lavoro». 

Lo sciopero durerà l’intera giornata e riguarderà i lavoratori privati e pubblici. Saranno garantiti i servizi minimi previsti dalla legge. 

«Pur rispettando le decisioni delle altre confederazioni», si legge invece nel documento approvato dal Consiglio generale della Cisl, il sindacato guidato da Fumarola «non condivide il ricorso allo sciopero generale contro una manovra di Bilancio di cui non si conosce ancora il testo. Lo sciopero generale è uno strumento di ultima istanza, che deve fondarsi su obiettivi precisi e motivazioni concrete, evitando di trasformarsi in un'iniziativa
generica o ideologica». 

La Cisl considera «sbagliato chiedere ai lavoratori il sacrificio di una giornata di salario senza conoscere ancora i contenuti della manovra». La linea del sindacato di matrice cattolica, che ancora una volta si oppone al sindacato della sinistra, «resta quella di "negoziare per decidere"». Tornano così a dividersi le strade di Cgil e Cisl proprio quando i due sindacati si erano molto avvicinati durante la trattativa in corso con la Confindustria e le altre organizzazioni imprenditoriali per raggiungere un accordo sulla rappresentanza e il modello contrattuale che avrebbe una portata storica. Ma che, dopo la rottura di qualche giorno fa tra sindacati e imprese sui meccanismi di adeguamento dei salari all’inflazione e dopo lo scontro di oggi tra Cgil e Cisl sullo sciopero generale, rischia di allontanarsi. 

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