Il Diavolo mette le ali, prendendo in parola il famoso slogan della bibita energizzante che qui dà il nome a tutto. Ma a volare è soprattutto Alphadjo Cisse, per gli amici Alpha, nato nel 2006 a Treviso da genitori guineani, che mette a segno una tripletta-show in meno di 50 minuti stendendo praticamente da solo il tenero Salisburgo e dando una sistemata alla classifica di Europa League del Milan. «I miei movimenti sono da attaccante, anche se gioco trequartista» ha sorriso. A 19 anni e 358 giorni, diventa il più giovane italiano nella storia delle coppe europee a realizzare tre gol in una singola partita.
Cinque i centri stagionali: tra gli under 20, solo Yamal ne ha realizzati di più in Europa, otto. Di Ramos, entrato nel finale, il 4-0. Dopo la pesante sconfitta al debutto nel maxi girone col Benfica, servivano punti. Ma serviva anche una reazione dopo il pareggio amaro in campionato contro il Sassuolo, che rischiava di generare scorie in tutto l’ambiente. «Abbiamo disputato partite migliori, ma è stata una bella vittoria» ha detto Amorim, che ha scelto di rischiare con un turnover molto marcato venendo però ripagato. Vero che si trattava di un avversario fragile che non andrà lontano, ma in coppa non c’è mai nulla di scontato.
Al di là di Cisse, che realizza tre reti come ha fatto il tifoso milanista Tresoldi del Bruges martedì sera all’Inter, da segnalare le brillanti prestazioni di Hutchinson, Tomori e Jashari, gli altri tre osservati speciali nella fresca serata austriaca. Il primo, arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Nottingham a fine mercato con la fama di eterna incompiuto, ha risposto in maniera superlativa: scatti, dribbling, un assist. Se riesce a diventare continuo, può tornare utile alla causa rossonera. Tomori è stato ripescato dopo un’estate da separato in casa solo per fare numero in difesa, ma al debutto stagionale è sembrato quello dei tempi migliori. Tra le poche note negative di serata, Camarda: schierato titolare dopo un avvio di stagione con troppe panchine, non è mai riuscito a entrare in partita. Molte palle perse. Ma ha 19 anni e il tempo per crescere.
Ramos, subentrato nella ripresa, alla prima palla buona ha servito il poker: chissà che non gli sia d’aiuto per sbloccarsi anche in campionato, magari già domenica a San Siro contro l’Atalanta. Se il Diavolo ha davvero messo le ali, o se l’effetto energizzate delle bollicine era solo temporaneo, lo scopriremo presto.
15 ottobre 2026, 20:35 - Aggiornata il 15 ottobre 2026 , 21:28