Nel mondo ci sono oltre 3.800 siti di
informazione generati dall'intelligenza artificiale, più della
metà è in lingua inglese. I domini italiani rappresentano il 10%
del totale. Oltre a diffondere disinformazione sottraggono
ricavi pubblicitari ai media. Sono i dati contenuti nell'ultima
analisi di NewsGuard, la piattaforma che monitora la
disinformazione online e che l'ANSA ha potuto visionare in
anteprima, e arrivano a pochi giorni dalle iniziative intraprese
dal sottosegretario all'Editoria e all'informazione Alberto
Barachini e della Federazione nazionale della stampa italiana
nei confronti della testata WeNews, interamente generata
dall'IA.
Il monitoraggio riguarda le cosiddette 'content farm IA',
cioè siti web in cui una parte significativa dei contenuti è
prodotta con l'intelligenza artificiale e che non adottano
alcuna trasparenza sull'utilizzo che ne viene fatto e che,
spesso, sembrano avere un livello di supervisione editoriale
limitato o del tutto assente sui contenuti pubblicati.
Secondo NewsGuard, al 16 luglio 2026 sono stati identificati
un totale di 3.859 'content farm IA' (nel 2024 erano 700) in 30
lingue. Le principali rappresentate nel database sono inglese,
italiano, francese e tedesco. Più della metà dei siti
identificati (il 55%) è in lingua inglese. I domini italiani e
francesi rappresentano ciascuno il 10% del totale, quelli
tedeschi sono il 4%. Tra le notizie false più recenti o
clamorose diffuse da questi siti, la rinuncia della
sponsorizzazione dalla Coca-Cola al Super Bowl a causa della
presenza di Bad Bunny come intrattenitore e il suicidio del
presunto psichiatra del presidente israeliano Benjamin
Netanyahu.
"I finti siti di notizie generati dall'IA continuano a
proliferare a ritmi allarmanti, inquinando il nostro ecosistema
informativo con affermazioni false e propaganda e sottraendo di
fatto entrate pubblicitarie ai media legittimi, il cui modello
di business è già a rischio", afferma Dimitris Dimitriadis,
direttore Ricerca e Sviluppo di NewsGuard.
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