Si è tenuto in veste ordinaria il cda del Monte di ieri, giovedì 15 ottobre, ma la riunione è stata l’occasione per un nuovo confronto tra i sei consiglieri indipendenti e la maggioranza guidata dal ceo Luigi Lovaglio con il presidente Cesare Bisoni che hanno di nuovo difeso le operazioni straordinarie al voto dell’assemblea del 29.
Il ceo ha fatto notare che le motivazioni con cui i proxy advisor Iss e Glass Lewis hanno rigettato le offerte non sono legate al progetto industriale in sé ma riconducibili a un contesto incerto, con l’Opas di Intesa già incardinata e che prevede un rilancio da 1 a 1,25 euro per azione per la componente cash, vincolato al voto contrario dei soci del Monte in assemblea. Tutte considerazioni contestate dalle minoranze che ribadiscono i forti rischi di esecuzioni già sottolineati nel board del 20 agosto.
La conclusione è stata che il cda non ha ritenuto di deviare dalla strada della doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali, che dunque andrà al voto dell'assemblea del 29 ottobre senza disporre dei numeri per passare.
Nessuna comunicazione ufficiale al termine del consiglio, nel corso del quale si è preso atto delle valutazioni dei proxy advisor Glass Lewis e Iss, si è giunti alla conclusione che per i soci del Monte sia meglio bocciare le principali delibere del piano dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio.
A due settimane dall’assemblea a Siena, guivedì il Monte ha poi pubblicato la documentazione per gli azionisti. Tra i punti si legge che la soglia per entrambe le ops del Monte è il 50% del capitale più un’azione, ma questo vale soltanto per quella su Banca Generali che è irrinunciabile.
Per Banco Bpm, invece, Siena può “modificarla o rinunciarvi”, mantenendo la possibilità di procedere anche senza raggiungere la maggioranza. Tutti dettagli che restano teorici perché legati all’esito dell’assemblea degli azionisti. Il 33% del capitale del Monte si è già espresso contro. I fondi dovrebbero seguire le indicazioni sfavorevoli sulle due Ops di Iss e Glass Lewis. Che però hanno raccomandato di votare per la fusione con Mediobanca.
Giovedì Fondaco Lux, gestore del fondo Global Alpha Strategy Fund - Global Diversified Alternative, di cui la Fondazione Roma è il principale sottoscrittore, ha fatto sapere che voterà contro tutte e cinque le delibere al voto dell'assemblea di Mps del 29 ottobre, tra cui le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali e la fusione con Mediobanca. «Sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili alla data odierna, intende esprimere, voto contrario alle proposte di deliberazione di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5 all'ordine del giorno della parte straordinaria», si legge in una nota della società di gestione del Gruppo Fondaco. Fondaco Lux valuta invece «positivamente, in via preliminare» l'Opas di Intesa Sanpaolo in quanto «il progetto industriale alla base dell'offerta, volto all'integrazione in un gruppo bancario di maggiore dimensione e con un modello di attività diversificato, può offrire prospettive favorevoli di creazione di valore nel medio-lungo periodo». La decisione «definitiva» sull'adesione all'offerta «sarà assunta solo dopo la pubblicazione del documento d'offerta e l'esame delle relative condizioni».
16 ott 2026 | 17:03