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Gasperini, se batti Allegri lo tagli fuori. All'Inter il mercato non ha dato nulla. Juve e Milan, occhio alle parole di Conte...

Gasperini, se batti Allegri lo tagli fuori. All'Inter il mercato non ha dato nulla. Juve e Milan, occhio alle parole di Conte...

È Napoli-Roma di oggi, per gli effetti che avrà su due percorsi ora divergenti, in futuro chissà. Il Napoli di coppa è uscito dai guai grazie a una mossa del vecchio Allegri, quello cui bastava cambiare posizione a due uomini per trasformare una squadra: l’arretramento di De Bruyne ha aggiustato il centrocampo, inserendo una catapulta (per McTominay) al posto di un teorico del passaggino (Lobotka). Se batte Gasperini si rimette in linea di galleggiamento, ma se Gasperini batte lui, lo taglia fuori e alimenta l’entusiasmo di una Roma che, a differenza delle altre grandi, sta riscuotendo parecchio dall’ultimo mercato.

Oggi vanno in campo anche le due leadership del momento: Fabregas in Champions ha presentato un Como formato extra lusso dai limiti ancora inesplorati, mentre in campionato la pattuglia di Gattuso sta passando a pieni voti test di crescente difficoltà. L’insidia, comune a Como e Lazio, è la partita casalinga «facile».

A differenza della Roma, e se vogliamo della Lazio che l’affianca in classifica, l’Inter non ha ancora distillato nulla dall’ultimo mercato: gli inglesi sono infortunati o in rodaggio, si è fermato anche Pavard e Stankovic non ha ancora conquistato lo status di prima alternativa a Calhanoglu. L’aggiunta di minuti ai soliti noti sovraccarica, e la Fiorentina così conciata è un pericolo nascosto.

Oscillando fra campionato e coppa, Milan e Juve continuano a scambiarsi lo status di grande più in crisi. Domani hanno due trasferte abbordabili, ma Amorim non ha ancora capito di non avere organico per tre competizioni, mentre Spalletti è alla vigilia di decisioni dirompenti (Woltemade merita il posto, gli altri lì davanti boh). E le parole di Conte sarebbero da interpretare in molti modi.

Sarri è ombroso, Alvini allegro, e ricordiamo di rado due squadre così coerenti con l’umore del loro allenatore. Atalanta-Frosinone è un derby fra rivoluzionari, ma i tempi fra loro non sono sincronizzati: Alvini guida l’assalto, Sarri lo subisce. Chi l’avrebbe mai detto.

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