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Feyenoord-Como 3-2: Diao illude e poi si fa male. Fabregas fallisce il bis in Champions

Feyenoord-Como 3-2: Diao illude e poi si fa male. Fabregas fallisce il bis in Champions

Imporre il proprio gioco whatever it takes, costi quel che costi, come recita il motto del Feyenoord che campeggia fuori dallo stadio. Facile a dirsi, complesso da mettere in pratica. Il piano di battaglia di Fabregas annunciato alla vigilia era ambizioso: non mutare lo stile del Como nella tana della squadra di Rotterdam, capolista della Eredivisie e già nota per l’andatura fast and furious che caratterizza le sue gare. Dopo il luccicante esordio con il Lipsia, qualcosa però è andato storto. I cumasch, rivelazione del primo turno di Champions League, affogano nella vasca, traduzione letterale di De Kuip (il nome dell’impianto olandese) dopo essere andati in vantaggio con Diao al 18’.

Pompano i bassi dentro lo stadio e i ragazzi di Cesc, davanti a Ruud Gullit e Ronald Koeman, stavolta faticano ad adeguarsi ai ritmi della techno che dalle casse viene sparata a tutto volume. Quel diavolo di Fabregas per confondere il rivale di tante sfide, Van Bronckhorst, manda in campo una formazione priva di centravanti e con Nico Paz schierato come terminale offensivo. L’obiettivo è togliere riferimenti alla difesa oranje che infatti fatica a contenere la verve di Diao che, servito da Ramon, supera Javi Lopez e realizza l’1-0. Nell’azione il senegalese riporta però un infortunio muscolare ed esce per far entrare il poi disastroso Rodriguez. «Ho scelto questo assetto perché pensavamo che fosse un buon modo di attaccare» spiega a fine gara Cesc. «Infatti ha funzionato, ma poi Diao si è fatto male. Io e la squadra dobbiamo imparare a gestire certe situazioni, abbiamo un attaccante che va dosato» aggiunge il tecnico facendo riferimento a Douvikas, unico centravanti a disposizione (Kean sarà out anche a Firenze). 

La squadra senza punti di riferimento in attacco e con Da Cunha, relegato in panchina a beneficio di Milla, ha faticato a macinare gioco. Zechiel, gioiellino del settore giovanile del Feyenoord ha pareggiato i conti due minuti dopo su passaggio di Luciano Valente, l’italo-olandese che dopo l’Under 19 e 20 azzurre non è più stato preso in considerazione («Ma lui sogna di giocare in Italia» ha chiarito papà Roberto). Nella ripresa è salito in cattedra Moussa che ha bullizzato Valle segnando il gol del sorpasso e propiziando l’autogol di Sanchez. Tardivi i cambi di Fabregas dopo un’ora di gioco, con gli inserimenti di Da Cunha e Douvikas che in pieno recupero ha accorciato le distanze. «Siamo solo alla seconda gara europea, non è una catastrofe. La Champions è un regalo della vita, ma il nostro obiettivo principale è il campionato».

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