Economia

Documento programmatico di finanza pubblica, l’esame in Parlamento. Giorgetti: «Lo scostamento di bilancio è un sentiero obbligato»

Documento programmatico di finanza pubblica, l’esame in Parlamento. Giorgetti: «Lo scostamento di bilancio è un sentiero obbligato»

 «Lo scostamento di bilancio è un sentiero obbligato e consapevole» che,  allo stesso tempo, «garantisce sostenibilità» alla finanza pubblica senza intaccare il lavoro degli ultimi quattro anni. A dirlo è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che in Aula alla Camera ha illustrato il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), approvato dal governo il 2 ottobre, che definisce la cornice macroeconomica per la Manovra 2027. 

L’intera architettura del Dpfp ruota intorno all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. La National Escape Clause (Nec) che consente agli stati membri di incrementare le spese per la difesa e per l’energia senza che gli aumenti incidano sul rispetto dei vincoli del Patto di stabilità. Il Dpfp prevede uno scostamento di bilancio più contenuto rispetto a quanto ipotizzato ad agosto. Il governo non intende utilizzare tutto lo spazio consentito dalla clausola di salvaguardia, che è pari all’1,5% del Pil (circa 36 miliardi di euro), ma solo l’1,2% (circa 29 miliardi). «L’attivazione della Nec è un passo consapevole di deviazione rispetto alla linea di prudenza e stabilità. Fino a quando la commissione Ue non deliberarà la Nec per l’Italia, stiamo cercando di capire come usufruire di questo spazio, dalla mobilità alla scuola, alle imprese, e alla volontà di intervenire in favore delle famiglie che hanno maggior bisogno. Noi riteniamo che la richiesta sia assolutamente dovuta», ha spiegato Giorgetti.

Al netto della clausola di salvaguardia, l’indebitamento programmatico nel Documento programmatico di finanza pubblica coincide con quello tendenziale. Questo significa che non ci sono margini per una manovra espansiva e che per finanziare le eventuali nuove misure che, stando alle proposte dei partiti di maggioranza sono già tantissime, servono tagli di spesa e un aumento delle entrate.

Il Parlamento oggi, martedì 13 ottobre, è chiamato a votare sulla richiesta di scostamento di bilancio da 29 miliardi di euro su energia e difesa per 2027 e 2028. Le opposizioni, Pd, M5s, Avs e Iv, + Europa, hanno presentato due risoluzioni unitarie sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 e sullo scostamento di bilancio. Le opposizioni, «valutata la necessità di prevedere un indebitamento esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al finanziamento della sanità pubblica, al sostegno delle famiglie e delle imprese colpite dalla crisi energetica e alla diminuzione della dipendenza delle importazioni di combustibili fossili, in particolare attraverso fonti pulite, reti e infrastrutture energetiche», non autorizzano  il governo allo scostamento proposto nella relazione al Parlamento. 

La risoluzione della maggioranza, invece, autorizza il governo «ad attuare quanto indicato nella relazione, dando adeguato rilievo agli interventi in materia di investimenti e a porre in essere tutte le azioni per consentire il finanziamento di misure volte a tutelare il potere di acquisto delle famiglie, nel rispetto degli obiettivi di crescita della spesa netta delle amministrazioni pubbliche». 

Il calendario della Manovra è serrato. Entro il 15 ottobre il governo deve inviare alla Commissione europea il Documento programmatico di bilancio (Dpb), che riassume i pilastri della manovra, entro il 20 ottobre deve presentare il testo della legge di Bilancio alle Camere. Entro il 31 dicembre il Parlamento deve approvare in via definitiva il testo. 

13 ott 2026 | 12:08

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