«Se solo una parte» dei «circa 11 mila miliardi di euro che costituiscono la ricchezza finanziaria disponibile delle famiglie europee» fosse «canalizzata verso investimenti in innovazione, l’Europa sarebbe in grado di colmare il divario che la separa dai principali competitor globali». La presidente vicaria della Consob sceglie il tema del risparmio per salutare la comunità finanziaria nel suo discorso al mercato, questa mattina, lunedì 13 luglio, in Borsa. Mosca - prima donna a guidare l’Autorità e a presentare la relazione annuale anche se come presidente vicaria - ricorda che «per rilanciare la competitività europea nei settori strategici (che includono l'intelligenza artificiale riconosciuta tecnologia rilevante per la crescita) serviranno all’Europa circa 750-800 miliardi di euro annui».
L’integrazione dei mercati dell’Ue rappresenta «una sfida primaria che alcuni dati aggregati consentono di cogliere in tutta la sua urgenza», è il pensiero della presidente vicaria Consob, che esercita tutti i pieni poteri del presidente, dopo che l’Authority rimasta senza un presidente titolare: a marzo è infatti terminato l’incarico di Paola Savona. Ad ascoltare il discorso in prima fila il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario dello stesso dicastero, Federico Freni (tra i papabili per succedere a Savona) il viceministro, Maurizio Leo e il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. Tra gli altri in platea il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, il presidente di Banco Bpm, Massimo Tononi, l’ad di Bper, Gianni Franco Papa, il presidente di Unicredit, Pier Carlo Padoan. E poi ancora il presidente di Generali, Andrea Sironi, il presidente di Mediolanum, Giovanni Pirovano, il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, la presidente di Tim, Alberta Figari, il presidente di Prometeia, Angelo Tantazzi, l’ad di Eni, Claudio Descalzi, il responsabile Wealth Management Divisions di Intesa Sanpaolo, Tommaso Corcos.
«Gli ostacoli al finanziamento di settori strategici, che rendono l'Europa dipendente da grandi player internazionali, sono imputabili, in larga parte, alla frammentazione dei mercati finanziari e delle infrastrutture che ne supportano il funzionamento», rileva Mosca, secondo cui mercati integrati «potrebbero consentire alla ricerca scientifica europea di tramutarsi in imprese di dimensione globale». «È ormai da tempo che la dimensione della raccolta sui mercati europei e la capitalizzazione complessiva delle imprese non sono rappresentative della dimensione del prodotto interno lordo dell'Unione europea». A fine maggio, infatti, il rapporto tra capitalizzazione aggregata e il Pil dell’Ue «era pari al 75% (51% per l’Italia), a fronte del 247% degli Stati Uniti» e che «i mercati azionari degli Stati Uniti rappresentano il 45% della capitalizzazione globale, contro il 10% dei mercati europei». «Un divario - afferma Mosca - che non rispecchia le quote di partecipazione al Pil mondiale delle due economie (26% per gli Usa e 18% per l’Ue)». Secondo la presidente vicaria nel decennio 2015-2025 la Cina ha raccolto con operazioni di quotazione 647 miliardi di dollari, seguita dagli Stati Uniti con 425 miliardi mentre l’Unione europea si è fermata a 221 miliardi. Il confronto con il Vecchio continente è impari. La dimensione delle operazioni nell’Unione europea appare infatti «ridotta»: «Sempre nell’ultimo decennio, circa tre quarti delle Ipo europee hanno raccolto meno di 100 milioni di dollari, mentre in Cina e negli Stati Uniti si registra una quota sensibilmente maggiore di Ipo comprese tra 100 e 500 milioni di dollari e superiori a 500 milioni. Le Ipo con raccolta superiore a 10 miliardi di dollari sono concentrate quasi esclusivamente negli Stati Uniti». Anche le quotazioni sostenute da investitori di private equity e venture capital «rappresentano circa il 20% delle quotazioni sia negli Stati Uniti sia in Cina, a fronte dell'8,4% in Europa, confermando il ruolo limitato dei mercati privati europei nel finanziare la crescita delle imprese fino a stadi avanzati del loro sviluppo». Una delle conseguenze del quadro tratteggiato da Mosca «è la sottorappresentazione delle imprese tecnologiche europee nell'economia mondiale e la loro ridotta dimensione».
Se la lente si sposta su Piazza Affari, nel 2025 si sono contati 30 addii al listino per un totale di «circa 2,5 miliardi di capitalizzazione persa». «I delisting a seguito di Opa od Opas - rileva Mosca - sono stati 9 su 11 nel mercato regolamentato Euronext Milan Milan, con una capitalizzazione persa di 1,75 miliardi di euro e 11 su 19 da Euronext Growth Milan con una capitalizzazione persa pari a 570 milioni». Mosca ha acceso anche i riflettori sui rischi per tutte le Autorità di vigilanza provenienti dalla «gamification» della finanza che si sta trasformando «in gamblification per effetto della diffusione dei prediction markets che, tramite utilizzo di strumenti di Ai, incentivano la pura speculazione». Il ricorso a soluzioni tecnologiche innovative di contatto con la clientela e «i rischi che derivano da modelli di gamification degli investimenti mettono alla prova sia i tradizionali processi di vigilanza sia l'impegno delle autorità nel calibrare protezione degli investitori, efficienza del mercato e innovazione». Questo fenomeno è monitorato a livello internazionale da diversi regolatori perché espone gli investitori retail a rischi elevati.
Ecco perché «la diffusione delle frodi attraverso i canali digitali rende l'alfabetizzazione finanziaria una priorità strategica». La Consob l’anno scorso ha avviato 56 procedimenti sanzionatori. Tuttavia, secondo la presidente vicaria, «sarebbe impensabile poter da soli sgombrare il web dal proliferare di offerte e promozioni che celano iniziative truffaldine». «Realisticamente - sottolinea - l'arma vincente resta la prevenzione, che si realizza con una maggiore consapevolezza dei cittadini sui rischi dei canali digitali».
13 luglio 2026, 12:35 - Aggiornata il 13 luglio 2026 , 12:36