Economia

Ceo Talk, Fitto: «Più crescita con i fondi europei ma la Ue sia più flessibile»

Ceo Talk, Fitto: «Più crescita con i fondi europei ma la Ue sia più flessibile»

Tra nuove tensioni geopolitiche e trasformazioni tecnologiche, l’Europa è chiamata a ridefinire le proprie strategie di crescita puntando su innovazione, infrastrutture, capitali e competenze. È quanto emerso nel corso dell’8° edizione del Ceo Talk «Governare la complessità: scenari geopolitici e trasformazione del business» organizzato da RCS Academy e BCG, in collaborazione con il Corriere della Sera. Intervistato da Luciano Fontana, direttore Corriere della Sera, Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha sottolineato la necessità di rafforzare il ruolo dell'Unione in un contesto geopolitico in rapida evoluzione. «L’Europa – ha detto – rappresenta un modello a livello mondiale ma c’è bisogno di scelte forti in due direzioni: rafforzare la posizione interna ed esterna». Un percorso che richiede anche una maggiore capacità di adattamento delle istituzioni europee. «Una criticità è la mancanza di flessibilità, un tema centrale rispetto all’utilizzo delle risorse economiche soprattutto in uno scenario globale che cambia rapidamente».

Tra gli asset strategici su cui si misura questa sfida rientrano anche le infrastrutture digitali il cui sviluppo è strettamente legato alla disponibilità di energia. Intervistato da Fiorenza Sarzanini, condirettrice Corriere della Sera, Renato Mazzoncini, ceo & general manager A2A, ha affermato che «i data center sono una leva di competitività, un'opportunità per il Paese se realizzati in maniera efficiente. In Lombardia stiamo lavorando per allacciare questi hub digitali alle nostre centrali senza passare dalla rete di trasmissione, recuperando il calore che generano per alimentare il teleriscaldamento. Così li rendiamo più sostenibili per l’ambiente e competitivi economicamente». Infatti la competitività si gioca anche sulla capacità di presidiare le tecnologie strategiche e le nuove catene del valore dell'intelligenza artificiale. Dopo il contributo di Federico Fubini, editorialista Corriere della Sera, è intervenuto Nikolaus Lang, managing director and senior partner & global leader BCG Henderson Institute, per il quale la competizione globale sull'Ai si fonda «su sei fattori abilitanti: talenti, proprietà intellettuale, dati, capacità di calcolo, energia e capitali. Gli Stati Uniti dominano nella capacità di attrarre capitali destinati all'innovazione tecnologica mentre la Cina sviluppa alternative puntando su scala e ottimizzazione dei costi. L'Europa, invece, ha pianificato la realizzazione di 19 Ai Factory entro il 2027».

Sul fronte dell'industria italiana, il confronto si è concentrato sulle strategie necessarie per affrontare uno scenario internazionale sempre più complesso. Barbara Cimmino, vice presidente Confindustria, ha evidenziato il ruolo della trasformazione digitale nel sostenere la crescita delle imprese nei percorsi di internazionalizzazione. Per quanto riguarda i mercati esteri, «seguiamo due direzioni: consolidare gli Stati Uniti e guardare ai mercati emergenti dell’Asia e del Pacifico. L’Indonesia, ad esempio, rappresenta un mercato con un potenziale di crescita del 66%. Al tempo stesso, rimaniamo ancora deboli sul fronte dell’attrazione degli investimenti». Intervistato da Massimo Sideri, inviato ed editorialista Corriere della Sera, Gianni Franco Papa, amministratore delegato di BPER Banca, ha richiamato uno dei punti di forza del tessuto produttivo nazionale: «la resilienza delle imprese italiane». Ha inoltre sottolineato che «le prime 100 aziende esportatrici coprono il 27% delle esportazioni, un dato che indica l’importanza delle Pmi nel settore dell’export. Le imprese però devono investire sempre di più in innovazione ed essere capaci di adattarsi al cambiamento». Al dibattito ha partecipato anche Biagio Mazzotta, presidente Fincantieri.

Un altro nodo centrale emerso riguarda la capacità dell’Europa di rafforzare la propria autonomia strategica. Maria Luisa Gota, amministratore delegato e direttore generale di Eurizon Capital, ha richiamato l’attenzione sui principali divari che l’Europa deve colmare, a partire dall’autonomia energetica e dalla capacità di mobilitare capitali per sostenere l’innovazione. Ha infatti evidenziato che «nel 2025 Huawei ha investito 28 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Serve uno sforzo coordinato e sistemico per recuperare e tenere il passo con le grandi potenze tecnologiche. Non basta avere risorse da investire ma serve anche un quadro finanziario europeo più solido». A chiudere l’evento Davide Passero, ceo Alleanza Assicurazioni & Country CM&PO Generali Italia, che ha evidenziato il legame tra evoluzione demografica e intelligenza artificiale. «Sono strettamente collegati ma la vera sfida sarà individuare un modello sostenibile in grado di bilanciare trasformazione tecnologica e cambiamenti sociali».

10 lug 2026 | 07:38

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