Economia

Cavo sottomarino Europa-Canada, il progetto norvegese da 620 milioni di dollari e 6.500 chilometri per aggirare gli Usa

Cavo sottomarino Europa-Canada, il progetto norvegese da 620 milioni di dollari e 6.500 chilometri per aggirare gli Usa

Un cavo in fibra ottica dalla Norvegia al Canada che passa sotto l’Atlantico, aggirando gli Stati Uniti. È il progetto proposto dalla società norvegese di infrastrutture Bulk Infrastructure. L’idea nasce dopo il deterioramento delle relazioni tra Washington e Ottawa. Attualmente gran parte del traffico dati e voce del Canada transita attraverso le reti statunitensi. Le ripetute minacce di Donald Trump contro il Canada hanno spinto il governo Carney a cercare di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. 

Il cavo sottomarino partirebbe dalla punta meridionale della Norvegia e attraverserebbe gli oltre 4.500 chilometri di Atlantico per approdare a Happy Valley-Goose Bay, nella provincia di Terranova e Labrador, e poi percorrere circa 1.900 chilometri sottoterra attraverso il Quebec fino a Montreal. Il progetto si chiama Leif Erikson, come l’esploratore scandinavo considerato il primo europeo ad aver messo piede in Nord America, 500 anni prima di Cristoforo Colombo.

Il costo stimato del progetto è di circa 620 milioni di dollari. Per avviarlo, Bulk Infrastructure cerca un investitore disposto ad assumere una partecipazione di maggioranza, come ha spiegato il fondatore della società a Bloomberg. Lo studio di fattibilità del progetto è iniziato nel 2021, quando Bulk ha incaricato WFN Strategies, società che si occupa di pianificazione, ingegneria e implementazione di cavi sottomarini. Il progetto, se andrà in porto, dovrebbe essere il primo sistema di cavi transatlantici alimentato al 100% da energia rinnovabile.

Secondo alcune fonti, Bgo, una sussidiaria di Sun Life Financial, società di servizi finanziari con sede a Toronto, detiene circa il 65% di Bulk attraverso due fondi, con investimenti anche da parte di fondi pensione canadesi. Questa partecipazione però non soddisfa le esigenze del progetto. Motivo per cui Bulk è alla ricerca di un socio canadese di maggioranza. Il fondatore di Bulk Peder Nærbø, ha spiegato a Bloomberg, di aver già avuto contatti con il governo canadese e con potenziali investitori. Al momento, però, mancano le risorse necessarie per avviare il progetto.

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